Testata

I Giorni di Roma

Culla del tempo, culla della civiltà…

Roma 26 Luglio

[ anno 1527 ]

Lettera a Roma… poco credibile

Malgrado il deplorevole Sacco della città da parte dei Lanzichenecchi sia avvenuto su suo ordine, l’imperatore Carlo V invia una lettera ai romani nella quale si rammarica per la tragedia che li ha colpiti, promettendo di restaurare la magnificenza di Roma.


[ anno 1614 - Sabato ]

Obbedienza a Paolo V

In visita a Roma, un rappresentante del monastero di Santa Caterina (attualmente il più antico monastero cristiano ancora esistente) nella regione del Sinai, in Egitto, presta obbedienza a papa Paolo V.


[ anno 1645 - Mercoledì ]

Il vino come cura

Giacinto Gigli racconta di una epidemia che si diffonde a Roma: “Incominciò in questo tempo ad ammalarsi gran parte del Popolo, e molti morivano di febbre maligna; et da quelli che furno aperti doppo morte, fu osservato che havevano dentro un verme vivo, il quale non moriva se bene si toccava con la Therica [o Triaca, una sorta di diffusissimo antibiotico naturale formato da veleno di vipera e 57 erbe diverse], ma solamento moriva toccandosi con il vino, onde pareva, che si creassero dall’acqua che si beveva. Per questo i Medici non levavano alli Ammalati il vino, ma gli facevano bere l’acqua bene invinata”.


[ anno 1655 - Lunedì ]

Grandine e insetti

Su Roma si abbatte un’eccezionale grandinata a cui segue una devastante invasione di insetti. Così la descrive il cronista Giacinto Gigli: “fu grandine grossissima più delle palle di balestra, che in molti luoghi destrusse le Vigne et l’Uva. Erano parimente distrutti li campi, et le Vigne di Roma, et de’ Luoghi vicini dalli Grilli, e Locuste, le quali consumanvano ogni cosa, et non lasciavano pur un filo di Herba, ne una foglia di Vite, et erano così folte che pareva che fusse una perpetua grandine, et toglievano la vista del sole, et percotevano nella faccia, che non si poteva praticare. Non mangiavano l’Uva, ma rosicavano talmente i tronchi, che l’Uva cadeva in terra così acerba, che si poteva raccogliere con le pale”.


[ anno 1702 - Mercoledì ]

Un drago a Zagarolo

A Zagarolo, vicino Roma, il duca Rospigliosi mette una taglia di 20 scudi a favore di chi riuscirà ad uccidere il drago che infesta la zona. Ma la caccia finisce nel ridicolo: il presunto drago si rivela essere un cinghiale ferito alle zampe posteriori che, trascinandosi su quelle anteriori, lascia le strane orme che avevano fatto pensare ad una fantasiosa creatura.


[ anno 1728 - Lunedì ]

Lotta al Lotto

Nell’ambito della battaglia al Lotto nello Stato Pontificio, il giurista Girolamo Ercoli pubblica lo scritto “Del giuoco del Lotto, che sia degno d’esser da per tutto proibito, e che giustamente sia stato proibito sotto pena di scomunica con ispecial bolla da Benedetto XIII in Roma et in tutto lo Stato Ecclesiastico”.


[ anno 1755 - Sabato ]

Bolla Allatae sunt

La pratica dei riti orientali viene riconosciuta, obbligando i missionari al loro rispetto senza imporre la liturgia romana: è quanto determinato tramite la bolla Allatae sunt emessa da papa Benedetto XIV.


[ anno 1842 - Martedì ]

Secondo obelisco a Villa Torlonia

In occasione della festa di Sant’Anna, alla presenza della nobiltà e del popolo, si svolge la cerimonia per l’erezione del secondo obelisco di Villa Torlonia, dedicato ad Anna Maria, moglie di Giovanni Torlonia.


[ anno 1941 - Sabato ]

Ferrovia Roma – Ostia – Lido

La Società delle Tramvie E Ferrovie Elettriche di Roma (STEFER) acquisisce dalla Società Elettro Ferroviaria Italiana (SEFI) la ferrovia Roma – Ostia – Lido. La linea avrà un ruolo fondamentale nella crescita di Ostia e del litorale romano, diventando il mezzo di trasporto più utilizzato dai romani che si recano al mare.


[ anno 1977 - Martedì ]

Morto per sedare una lite

L’elettricista Vincenzo Mazza, intervenuto a Campo de’ Fiori per sedare la lite tra una donna e suo marito, viene accidentalmente colpito con una coltellata da quest’ultimo e resta ucciso. L’assassino è l’attore Claudio Volontè, fratello del ben più celebre Gian Maria. Dopo 10 giorni di latitanza si consegnerà alla Giustizia per poi suicidersi in carcere il 16 settembre successivo.


[ anno 1999 - Lunedì ]

Morta nella tromba dell’ascensore

Sonia Zottola, una donna di 32 anni, muore precipitando dall’11° piano del palazzo di via Paola Drigo 6, al Laurentino 38: la porta dell’ascensore si apre ma non si rende contro che dietro c’è il vuoto e si schianta dopo un volo di 40 metri.