Testata

I Giorni di Roma

Culla del tempo, culla della civiltà…

Clemente XI

[ Lunedì, 18 ottobre 1700 ]

L’avarizia dei genovesi

Il cronista Francesco Valesio riporta alcuni coloriti pettegolezzi sul conclave in corso, che a novembre eleggerà come papa Clemente XI: tra i partecipanti “il cardinale Spinola, afflitto da perpetua inabilità alle gambe, soggetto papabile. […] Monsignor Borghese, governatore del conclave, supplisce alla debolezza della sua testa con il potere della sua borsa, facendo pasti continui nobilissimi alli prelati, arricchite le tavole da sontuosi trionfi, che ogni tre giorni si cambiano in nuovi. Si scorge in questo conclave la parsimonia genovese del cardinale Negroni, che, per ostentare numero di vivande eguale agl’altri, si fa portare gli vasi coperti che rassembrano [sembrano] ripieni, ma questi sono vuoti”.


[ Domenica, 18 giugno 1702 ]

Fine di una “scandalosa prattica”

Secondo un’annotazione del diarista Francesco Valesio, in seguito ad un memoriale inviato a papa Clemente XI dalla moglie del marchese Corbelli, milanese trasferitosi l’anno precedente a Roma con i propri figli, abbandonando al nord la consorte per intraprendere una relazione con una bellissima ragazza olandese, il papa ordina che quest’ultima sia condotta dagli sbirri al Conservatorio delle mal maritate a S. Onofrio, volendo porre fine alla “scandalosa prattica”.


[ Martedì, 11 luglio 1702 ]

Malattia di Clemente XI

Papa Clemente XI soffre “per la sua habituale indisposizione delle gambe gonfiate fuori di modo, una delle quali aperta tramanda materia densa e fetente, essendosi [e]stesa anco tale enfiagione alle cosce, in modo che si teme non sia ciò indizio evidente d’idropisia. Il che Iddio non voglia!” (Francesco Valesio). Le sue condizioni e le cure da adottare sono oggetto di pesanti contrasti tra il dottor Lancisi, medico ufficiale del papa, ed il dottor De Paulis, in seguito ai quali viene convocato un terzo medico proveniente da Napoli. Che si tratti o meno di idropisia (oggi denominata anasarca), Clemente XI regnerà comunque ancora per altri 19 anni.


[ Domenica, 22 luglio 1703 ]

Madonna troppo discinta?

Il cronistra Francesco Valesio racconta un episodio legato ad una possibile, inammissibile, nudità della Madonna: “Si fece in questo giorno in Trastevere la solita processione [che concludeva la settimana di festa] della Madonna SS.ma del Carmine con gran concorso e perché fu riferito al pontefice [Clemente XI] che la statua che rappresentava la B. Vergine era vestita con habito nobilissimo di broccato con falpalà alla moda. S. Beatitudine ordinò a monsignor viceregente che osservasse se tale habito era indecente, quale, essendo andato ad osservarlo, riferì potersi per questa volta tolerare”.


[ Martedì, 25 settembre 1703 ]

Pasquino sulla corruzione

Viene esposta una pasquinata contro la corruzione dei più stretti collaboratori di papa Clemente XI. Così viene raccontata nella cronaca di Francesco Valesio: “È uscita fuori una composizione satirica di presso con duecento terzetti, intitolata Pasquino risvegliato, nella quale con termini molto improprii viene censurato il presente governo, ed in particolare molti intrinseci di S. Santità. Tal composizione però non è molto piaciuta et il governo fa gran diligenza per rinvenirne l’autore”.


[ Mercoledì, 15 luglio 1705 ]

Bolla Vineam Domini

La condanna del giansenismo (secondo il quale l’uomo nasce essenzialmente corrotto e che alcuni umani sono predestinati alla salvezza mentre altri no) viene confermata da papa Clemente XI con la bolla Vineam Domini, con la quale tutti gli ecclesiastici sono esortati a dimostrare apertamente la loro condanna dell’eresia.


[ Sabato, 4 agosto 1708 ]

Terribile esecuzione

I responsabili del carcere avevano consultato le autorità sull’opportunità di rimandare l’esecuzione dell’abate Filippo Rivarola, accusato di aver infamato papa Clemente XI diffondendo anche delle pasquinate sul suo conto. L’ex sacerdote è infatti devastato da ben due cancrene provocategli dalle torture subite ed è quasi incosciente a causa di un’altissima febbre. Ma il pontefice aveva spedito “un Camerier segreto ad ordinare che gli si havesse ogni cura, per farlo rihavere, e che poi immediatamente si eseguisse giustizia”. Così alle ore 17:00 si svolge l’esecuzione. Portato in barella sul posto, “fu dal Carnefice tagliato lo spago della mannara, quale non tagliò affatto la testa per essersi mosso il palco; sicché provato a tirar la testa, e vedendola non affatto recisa, [il boia] la terminò di staccare con il coltello”, come riportato da una cronaca del tempo.


[ Sabato, 16 ottobre 1756 ]

Lettera Ex omnibus

Con la lettera Ex omnibus papa Benedetto XIV obbliga i credenti francesi “a rispettare e venerare come regola di fede e di ubbidienza” la bolla Unigenitus, emessa da Clemente XI nel 1713 e nella quale si condannava il giansenismo, ovvero l’idea che l’uomo nasce essenzialmente corrotto.