Testata

I Giorni di Roma

Culla del tempo, culla della civiltà…

Cronaca&Costume

[ 3 agosto 390 A.C. ]

Le “oche del Campidoglio”

Durante la notte i galli che assediano Roma si dirigono furtivamente verso il Campidoglio, ultimo bastione a salvaguardia della città, sperando di cogliere di sorpresa i difensori. Ma il piano fallisce a causa delle oche lì presenti, sacre alla dea Giunone, che iniziano a starnazzare rumorosamente allarmando gli assediati che hanno così modo di respingere l’assalto. Si tratta del mitologico episodio delle “oche del Campidoglio”.


[ 15 ottobre 50 A.C. ]

Morte di Tito Lucrezio Caro

A Roma muore il poeta e filosofo Tito Lucrezio Caro, seguace dell’epicureismo, filosofia volta a garantire all’uomo la tranquillità dello spirito. La sua opera più celebre è il “De Rerum Natura”.


[ 12 maggio 304 ]

Martirio di Pancrazio

Sotto l’impero di Diocleziano, sulla via Aurelia, viene decapitato Pancrazio, cristiano di 14 anni proveniente dall’Asia Minore. La matrona romana Ottavilla ne raccoglierà i resti e sarà sepolto nelle catacombe a lui dedicate e dove sorgerà, nel VI secolo, l’omonima basilica di San Pancrazio.


[ 27 ottobre 312 ]

“In hoc signo vinces”

Marciando sulla via Flaminia verso Roma per affrontare Massenzio, Costantino ha la leggendaria visione di una croce con la scritta “In hoc signo vinces” (“sotto questo segno vincerai”), interpretata come una promessa divina di vittoria. La croce diventa l’insegna dello stendardo imperiale, il labaro, che darà quindi il nome alla località teatro dell’episodio.


[ 4 agosto 352 ]

Origine della basilica di Santa Maria Maggiore

Leggenda vuole che di notte si verifichi una miracolosa nevicata sul colle Esquilino e che un ricco patrizio di nome Giovanni riceva in sogno la visita della Vergine Maria, chiedendogli di costruire una basilica nel luogo dove il mattino seguente troverà della neve fresca. Per ordine di papa Liberio verrà progettata una grandiosa basilica dove cadde la neve: prenderà il nome di basilica di Santa Maria della Neve, l’attuale basilica di Santa Maria Maggiore.


[ 5 agosto 352 ]

Santa Maria Maggiore

Secondo la leggenda, la notte del 4 agosto papa Liberio sogna la Madonna che gli chiede la costruzione di un tempio dove la mattina dopo sarebbe stata trovata della neve fresca. La mattina del 5 agosto una coltre di bianca neve ricopre il colle Esquilino: una ipotesi verosimile è che la grandinata frutto di un notevole temporale estivo possa aver imbiancato la zona, alimentando l’immaginario collettivo come una miracolosa nevicata. Quindi sarà qui costruita la basilica di Santa Maria Maggiore, per questo nota anche come Santa Maria della Neve.


[ 1 agosto 455 ]

Le catene di san Pietro

Nella nuovissima basilica di San Pietro in Vincoli vengono esposte per la prima volta le catene di san Pietro. Hanno fama di essere miracolate: la moglie dell’imperatore romano d’Occidente Valentiniano III, Licinia Eudossia, ricevette in dono da sua madre Elia Eudocia le catene con cui Pietro fu imprigionato a Gerusalemme per ordine di Erode, e le consegnò a papa Leone I. Quando questa reliquia fu avvicinata alle catene usate durante la prigionia romana del santo, queste si fusero spontaneamente e miracolosamente in un’unica catena, costituita da 38 maglie. Proprio per questo mirabile accadimento, Licinia Eudossia farà costruire la basilica di San Pietro in Vincoli.


[ 29 agosto 590 ]

Cerimonie contro la peste

Per ingraziarsi la fine dell’epidemia di peste a Roma, in una predica nella chiesa di santa Sabina papa Gregorio I esorta i romani ad una penitenza ed organizza allo scopo anche una processione: nei giorni seguenti la pestilenza finisce!


[ 1 settembre 591 ]

Ritrovato Gregorio I

Dopo la sua fuga da Roma per non voler essere consacrato pontefice non ritenendosi adatto a reggerne il ruolo dopo la sua elezione, nei boschi della Sabina viene trovato il nascondiglio di papa Gregorio I: secondo la leggenda è una colonna di luce dalle sembianze della colomba dello Spirito Santo a rilevare il luogo.


[ 2 agosto 768 ]

Condanna dell’antipapa Costantino II

Fino al 5 agosto. L’antipapa Costantino II viene trascinato per le vie di Roma tra lo scherno generale; in seguito verranno strappati gli occhi a lui e ai vescovi e cardinali che gli sono stati fedeli, per poi essere tutti imprigionati nel convento di Cellanova sull’Aventino.


[ 29 aprile 801 ]

Terremoto

Fortissimo terremoto. Eginardo, negli Annales, registra che Carlo Magno è a Spoleto quando il sisma causa addirittura il crollo della volta della basilica di San Paolo Fuori le Mura. Secondo il Liber Pontificalis, papa Leone III provvederà al restauro della struttura, migliorandone il presbiterio ed i portici.


[ 18 maggio 884 ]

Vendetta di Adriano III

Persecuzioni di papa Adriano III contro il capo della fazione filo germanica Gregorio, ucciso a marzo: sua moglie Maria viene mostrata nuda per Roma mentre viene battuta dalle verghe e suo genero Giorgio viene accecato.


[ 11 maggio 1277 ]

Giovanni XXI in fin di vita

Appassionato di chimica ed alchimia, mentre sperimenta una miscela (probabilmente di polvere da sparo), papa Giovanni XXI resta vittima del crollo della sua stanza personale dopo un’esplosione. Viene sottratto dalle macerie in pessimo stato: morirà infatti alcuni giorni dopo.


[ 2 giugno 1303 ]

Celebrazione della Pentecoste al Pantheon

Solenne celebrazione della Pentecoste, nella superba cornice della chiesa di Santa Maria ad martyres (il Pantheon). Nel momento in cui papa Benedetto XI sta per impartire la benedizione, scende sui numerosissimi fedeli presenti una suggestiva pioggia di petali di rosa dal lucernario della cupola.


[ 6 maggio 1308 ]

San Giovanni in Laterano divampa

Un incendio scoppiato nella notte distrugge quasi completamente la basilica di San Giovanni in Laterano; tra i tempestivi soccorritori lo stesso cardinale Giacomo Colonna, per mettere in salvo le reliquie.


[ 12 agosto 1308 ]

Varie (081201)

Papa Clemente V convoca per il 16 ottobre 1311 a Vienne (in Francia) un Concilio Generale, tramite la bolla Regnans in coelis: lo scopo è quello di emettere la definitiva sentenza nei confronti dell’Ordine dei Templari.

Il vescovo di Tebe Isnardo viene nominato vicario da papa Clemente V: tra le sue incombenze ci saranno soprattutto la ristrutturazione della basilica del Laterano e la pulizia delle strade di Roma.


[ 20 giugno 1325 ]

Cappella dedicata alla Madonna

Dopo che una donna invoca un’immagine della Madonna dipinta sulle mura lungo il Tevere affinché salvi il suo bambino caduto nelle acque, viene costruita una cappella dedicata a Maria vicino all’attuale ponte Margherita.


[ 22 maggio 1333 ]

Scontro tra Colonna e Orsini

Presso San Cesareo ha luogo un violento scontro tra le forze della famiglia Colonna, guidate da Stefano, e quelle della famiglia degli Orsini comandate da Bertoldo: avranno la meglio i primi, e gli Orsini si vendicheranno sgozzando il piccolo figlio di Agapito Colonna.


[ 1 settembre 1347 ]

Esecuzione esemplare di Marino di Porto

Il nobile Marino di Porto viene processato e condannato a morte per l’appropriazione della merce di una nave naufragata alla foce del Tevere ad aprile, dopo essersi rifiutato di consegnarla al Comune. Sebbene ormai malato in modo incurabile, viene impiccato presso la statua del Lione che azzanna il cavallo ed il suo cadavere resta appeso per due giorni affinché sia d’esempio a quanti contrastano il potere di Cola di Rienzo.


[ 11 settembre 1347 ]

“Donazione” per appropriazione indebita

Dopo il processo e l’esecuzione di 10 giorni prima di Marino di Porto per l’appropriazione indebita di una nave naufragata alla foce del Tevere, la moglie Tommasina degli Alberteschi viene costretta a cedere alle monache di San Cosimato tutte le proprietà del marito per via di una legge di Cola di Rienzo.


[ 9 settembre 1349 ]

Il peggior terremoto a Roma

Un terremoto del VIII grado della scala Mercalli con epicentro nell’aquilano colpisce Roma: si tratta probabilmente del sisma più ingente nella città di cui si abbia notizia. Tra i danni registrati: il crollo del campanile di San Paolo, quello di parte della Torre delle Milizie, lesioni alla basilica di San Giovanni, a San Pietro, al Colosseo, all’Arco di Costantino, ai SS. Apostoli, alla basilica di Massenzio e al Pantheon. Molte case presso il Laterano vengono rase al suolo.


[ 11 settembre 1354 ]

La dittatura di Cola di Rienzo

Il Governo di Cola di Rienzo ormai si è trasformato in una vera e propria dittatura al solo scopo di accumulare denaro: fa incarcerare rispettabili cittadini per poi pretendere forti somme per il loro riscatto ed istituisce addirittura una tassazione sui generi alimentari.


[ 16 ottobre 1367 ]

Urbano V a Roma

Partito da Viterbo, papa Urbano V giunge a Roma, andando a risiedere in Vaticano. Principi, baroni e cavalieri di svariati comuni dello Stato Pontificio accompagnano il suo ingresso in città.


[ 2 agosto 1378 ]

Sede vacante… con un papa

Malgrado l’elezione di papa Urbano VI avvenuta l’8 aprile, i cardinali di Anagni firmano una dichiarazione nella quale considerano Roma ancora “sede vacante”, ovvero senza un pontefice.


[ 24 luglio 1408 ]

Catturato il leone del Campidoglio

Secondo una cronaca del diarista Antonio Di Pietro Dello Schiavo, nella notte viene ritrovato e catturato ai piedi della scala del Campidoglio il leone fuggito nei giorni scorsi, il quale era solitamente esposto ed ingabbiato sullo stesso Campidoglio ed il cui mantenimento era a carico della comunità ebraica di Roma.


[ 28 maggio 1434 ]

Romani “vaccari”

Lamentandosi delle miserie causate dalla guerra contro Milano, una delegazione del popolo chiede a papa Eugenio IV di lasciare il potere temporale, consegnando in ostaggio suo nipote Francesco Condulmer. Netto rifiuto del pontefice, che offende i romani chiamandoli “vaccari”.


[ 11 settembre 1436 ]

Esecuzione di Poncelletto Venerameri

Colpevole di aver guidato una rivolta popolare a Roma, Poncelletto Venerameri viene condannato a morte: a Campo de’ Fiori viene fatto a pezzi dopo essere stato torturato con dei ferri roventi.


[ 12 settembre 1436 ]

Monumento al Vitelleschi

Per i benefici arrecati alla città, viene stilato un documento dai tre Conservatori, i 13 caporioni, i 26 deputati dei rioni e 30 cittadini che compongono il Consilium Urbis con il quale stabiliscono di erigere un monumento al Vitelleschi sul Campidoglio, con il consenso di tutti i romani. Stabiliscono inoltre che i cittadini di Corneto, paese natale del condottiero in provincia di Viterbo, diventino cittadini romani.


[ 24 maggio 1450 ]

Canonizzazione di Bernardino da Siena

Gli abitanti di Siena e L’Aquila finanziano i 7.000 ducati necessari alle spese per la fastosa cerimonia di canonizzazione di Bernardino da Siena.


[ 16 ottobre 1457 ]

Richiesta di convivenza extra-coniugale

Accompagnata da “500 cavalli, 50 damigelle bellissime, mogli di nobili giovani, 25 donne mogli di conti e marchesi e altri signori” e con 5.000 alfonsini e 3.000 ducati da donare alla Chiesa, giunge a Roma Lucrezia d’Alagno, amante di Alfonso V d’Aragona: intende chiedere a papa Callisto III il beneplacito a convivere “more uxorio” (ovvero come sposi di fatto) con il re di Napoli.


[ 17 ottobre 1457 ]

Grandioso ricevimento

Lucrezia d’Alagno, a Roma per chiedere il permesso alla convivenza “more uxorio” (ovvero come sposi di fatto) con il re di Napoli Alfonso V d’Aragona, organizza una grandiosa festa in onore del prefetto dell’Urbe, il cardinale Pietro Luigi Borgia. Il rinfresco è “inestimabile d’abbondantissimi cibi, fornimento d’oro e d’argento, con danze, balli e suono d’ogni strumento” e sono invitati i nobili ed i ricchi laici della città, in compagnia delle loro donne.


[ 20 ottobre 1457 ]

Festa illusoria

Lucrezia d’Alagno, a Roma per chiedere il permesso alla convivenza “more uxorio” (ovvero come sposi di fatto) con il re di Napoli Alfonso V d’Aragona, viene ricevuta da papa Callisto III nel palazzo apostolico dove si svolge una festa all’insegna della magnificentia pontificia che dura oltre le 3:00 di notte, ma il papa non concede neanche l’annullamento del matrimonio del re.


[ 29 ottobre 1460 ]

Cattura di pericolosi capobanda

Appena entrano a Roma, gli sbirri catturano Bonanno Specchio e Cola Rossi. Capeggiano una banda di circa 300 giovani romani che da febbraio sta terrorizzando la città rapendo benestanti, violentando donne e saccheggiando case.


[ 31 ottobre 1460 ]

Esecuzione di delinquenti

I fratelli del Maso, con Rossi e Specchio, malviventi che hanno terrorizzato Roma per mesi, vengono impiccati in Campidoglio.


[ 10 giugno 1461 ]

Giacimento di allume a Tolfa

La scoperta di un giacimento di allume a Tolfa assurge secondo papa Pio II al valore di miracolo, perché quella ricchezza verrà utilizzata per la crociata contro i turchi.


[ 4 maggio 1481 ]

Costruzione di Santa Maria della Pace

Dopo una processione alla sua immagine miracolosa, papa Sisto IV ordina la costruzione della chiesa di Santa Maria della Pace (in via Arco della Pace 5) per opera di Baccio Pontelli; all’interno sarà posta l’immagine della santa.


[ 12 giugno 1493 ]

Nozze poco cattoliche

In Vaticano si celebrano le nozze tra Lucrezia Borgia di 13 anni, figlia di papa Alessandro VI e Vannozza Cattanei, con Giovanni Sforza, conte di Pesaro. L’umanista e cronista dell’epoca, Stefano Infessura, descrive così l’evento poco cattolico: “Il dodici dello stesso mese, mercoledì, 150 nobilissime dame romane, tutti i magistrati e il Senatore di Roma, i mariti di quelle nobildonne e tutti gli ambasciatori furono invitati dal Papa alla cerimonia nuzziale nel palazzo pontificio a S. Pietro. Dopo le nozze, il papa fece portare 159 coppe d’argento piene di confetti per una colazione; e qui, in segno di gran letizia, furono gettati in seno a molte donne, specialmente alle più belle. Tutto questo in onore e lode di Dio onnipotente e della Chiesa Romana. Alessandro [VI] continuò e ampliò la consuetudine di maritar le figlie inaugurata da Innocenzo [VIII]. Tutto il clero si dedicò dunque con una certa diligenza a procrear figlioli, sicché dal più alto al più basso tengono concubine a mò di matrimonio, anche pubblicamente. E se Dio provvede, questa corruzione contagerà anche i monaci e gli ordini religiosi, sebbene i monasteri di Roma siano già diventati quasi tutti dei lupanari [bordelli], senza che nessuno vi si opponga. Alcuni cardinali rimasero a cena e sederono alla stessa mensa; prima il papa, poi i cardinali e lo sposo con altri signori: e, tra di loro, anche le donne. Per prima, naturalmente, la figlia del papa, poi Giulia, la sua bella concubina. Restarono a tavolo fino sette ore di notte [le attuali tre del mattino]; si recitavano commedie e tragedie e anche qualche scena lasciva. Infine, lo stesso papa accompagnò personalmente, come dicono, la figlia e lo sposo fino al palazzo del cardinale di S. Maria in Portico, dove lo sposo si unì con la moglie. Si son dette molte altre cose che qui non riporto, le quali o non son vere, o se lo sono, sono incredibili”.


[ 27 maggio 1500 ]

Esecuzioni durante l’Anno Santo

Impiccagione di 16 “assassini di strada” e di due assassini di pellegrini: è il bilancio delle esecuzioni in pieno Anno Santo.


[ 29 giugno 1500 ]

Alessandro VI miracolosamente salvo

Papa Alessandro VI esce incolume dopo essere rimasto sepolto sotto le macerie causate da un fulmine che provoca il crollo del soffitto della sala dei Pontefici nei palazzi vaticani.


[ 18 agosto 1500 ]

Omicidio di Alfonso d’Aragona

Secondo la cronaca del Burcardo “… l’illustrissimo Alfonso d’Aragona, duca di Bisceglie e principe di Salerno [marito di Lucrezia Borgia], che era stato ferito la sera del 15 luglio, e quindi trasportato e attentamente custodito nella torre Nuova sopra la cantina comune del Papa [Alessandro VI], poiché non aveva intenzione di morire per quelle ferite, è stato strangolato nel suo letto verso la diciottesima ora… Sono stati catturati, trasferiti a Castel Sant’Angelo e interrogati i medici del defunto, e insieme a loro un gobbo che gli aveva somministrato le cure. Ma poco dopo sono stati liberati e riconosciuti innocenti: peraltro quelli che avevano dato l’ordine di arrestarli sapevano perfettamente che non c’entravano nulla con la morte del duca”. Infatti tutti sapevano che il responsabile dell’assassinio era il cognato Cesare Borgia.


[ 13 agosto 1501 ]

Prima pasquinata

Predixi tibi papa bos quod esses. / Predico: Moriere, si hinc abibis; / succedet Rota consequens Bubulcum”: è la prima pasquinata in latino che viene trovata affissa sull’omonima statua. La traduzione “Ti predissi che saresti stato un papa bue. / Ti predico: Morrai, se da qui andrai via; / verrà la Rota che tien dietro al Bifolco” profetizza la morte per papa Alessandro VI qualora partirà da Roma.


[ 31 ottobre 1501 ]

Goduriosa festa

Una cronaca racconta di una lussuriosa festa: “L’ultima domenica di ottobre, vigilia della festa di Ognissanti la sera, nella camera del duca Valentino al palazzo apostolico, si è svolto un banchetto al quale hanno partecipato cinquanta meretrici oneste, le cosiddette cortigiane. Finito il pranzo hanno danzato con i servitori e altre persone presenti… Tutto questo è avvenuto alla presenza e sotto lo sguardo del papa [Alessandro VI], del duca e di sua sorella Lucrezia. Infine sono stati mostrati mantelli di seta, sandali, berretti e altri doni: sarebbero andati in premio a quanti avessero avuto il maggior numero di rapporti carnali con le meretrici. E così ognuno ha fatto il suo porco comodo con le cortigiane in quella stessa camera, sotto gli occhi degli altri; dopo di che sono stati distribuiti i premi ai vincitori”.


[ 5 settembre 1503 ]

Esequie ad un feretro… vuoto

Fino al 12 settembre. Malgrado il 4 settembre sia avvenuta la sepoltura di papa Alessandro VI, a San Pietro si svolgono quotidiane esequie al pontefice malgrado il catafalco ormai vuoto.


[ 16 maggio 1506 ]

Muore Burcardo

Il vescovo Johannes Burckardt muore. Il suo nome era stato “latinizzato” in Burchardus ed “italianizzato” in Burcardo, con il quale è effettivamente noto.


[ 4 agosto 1519 ]

Antidoto contro la pestilenza

In una Roma colpita da una pestilenza, il popolo decide di portare in processione il crocifisso dalla chiesa di San Marcello fino alla basilica di San Pietro.


[ 28 luglio 1524 ]

Attentato a Pietro Aretino

Durante la notte, un sicario mascherato al soldo di monsignor Giovanni Matteo Giberti tende un agguato allo scrittore Pietro Aretino, colpendolo con un coltello, ferendolo alle mani e al volto e lasciandolo a terra credendolo morto, ma fortunatamente l’Aretino si riprenderà presto. Tra i possibili moventi ci sono le Pasquinate attribuite allo scrittore o anche le ambizioni dello stesso alla porpora cardinalizia a cui il Giberti è evidentemente contrario.


[ 8 ottobre 1530 ]

Piena del Tevere

A Roma si verifica una grave inondazione del Tevere: a Ripetta si arriva a registrare un’altezza massima del livello dell’acqua di 18,95 metri. Cinque lapidi lungo il corso del fiume registrano e ricordano la drammatica piena. Come se non bastasse, nei giorni successivi si avrà un’epidemia di peste.


[ 15 luglio 1535 ]

Antica nave romana nel lago di Nemi

L’ingegnere militare Francesco De Marchi si fa calare sul fondo del lago di Nemi in una campana da palombaro per effettuare un sopralluogo sul relitto di un’antica nave romana fatta costruire dall’imperatore Tiberio. All’epoca i pescatori del luogo erano soliti visitare illegalmente l’imbarcazione, dalla quale prelevavano pezzi di legno e metallo per farne degli oggetti da vendere ai turisti.


[ 30 settembre 1547 ]

Temporale eccezionale

Un eccezionale, drammatico temporale a Roma viene registrato nelle note di un diario: “A dì 30 settembre, fu de domenica, fra le 21 e le 22 hore, una grande acqua con tonimenti grandissimi, sfondò lo palazzo de Santorio da cima a basso; fu grande ruina e così fu nello palazzo de Triultio e così fu nello palazzo de Atigeria, et ammazzò due donne et gittò de molti casolari et lo mio, et de altri danni fu per Roma”.


[ 15 luglio 1558 ]

Malversazione nell’Annona

Nell’ambito dell’imprigionamento con l’accusa di malversazione di Bartolomeo Camerario, commissario generale dell’Annona (organo preposto alla gestione delle derrate alimentari), viene coinvolto ed arrestato anche il letterato Niccolò Franco. Rimarrà in prigione per otto mesi.


[ 16 luglio 1560 ]

Felice Peretti teologo dell’Inquisizione

Prestando giuramento nelle mani del cardinale Ghislieri (futuro papa Pio V), Felice Peretti (futuro papa Sisto V) viene nominato consultore teologo dell’Inquisizione e poi va a stabilirsi nel convento dei Santi Apostoli.


[ 27 luglio 1561 ]

Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum

Tramite una bolla papa Pio IV ordina ai Padri Certosini di Santa Croce in Gerusalemme la costruzione di una chiesa intitolata alla Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum nelle antiche terme di Diocleziano.


[ 1 luglio 1566 ]

Espulsione delle prostitute

In un decreto emanato da papa Pio V si ordina l’espulsione delle cortigiane (le prostitute) da Roma: dovranno lasciare la città entro il 6 luglio e lo Stato Pontificio entro il 12 luglio; le date verranno prorogate rispettivamente al 26 luglio e al 3 agosto.


[ 5 giugno 1568 ]

Divieto alle meretrici nelle locande

Nell’ambito della riforma per la difesa del Cattolicesimo dall’eresia e per l’ampliamento dei diritti giurisdizionali della Chiesa, affinché non siano affittate alle prostitute, papa Pio V dispone la riforma delle “camere locande” a Roma.


[ 1 settembre 1568 ]

Libello infamante su commissione

Lo scrittore Niccolò Franco viene arrestato, interrogato e torturato. Confessa così che il suo libello “Commento sopra la vita et costumi di Gio. Pietro Carafa che fu Paolo IV chiamato et sopra le qualità de tutti i suoi et di coloro che con lui governaro in pontificato” fu redatto su commissione del politico Alessandro Pallantieri allo scopo di infamare papa Paolo IV e la sua famiglia all’indomani della morte del pontefice.


[ 13 agosto 1569 ]

Avviso contro l’adulterio femminile

Un Avviso a Roma avvisa che è in vigore una legge “contro le donne maritate che fanno cattiva vita” ricordando che “ultimamente ne sono [state] carcerate sette”.


[ 17 ottobre 1569 ]

L’Ortaccio di Campo Marzio

Allo scopo di limitare l’area di lavoro delle meretrici di basso livello, viene istituita da papa Pio V la zona dell’Ortaccio, nel rione Campo Marzio.


[ 7 luglio 1571 ]

Ordini religiosi “Mendicanti”

Tutti gli ordini religiosi vengono dichiarati “Mendicanti” (ovvero a cui è vietato possedere beni e rendite, imponendo di trarre ogni mezzo di sostentamento dall’elemosina o dal proprio lavoro) da un breve emesso da papa Pio V.


[ 21 maggio 1572 ]

Acquisto della Confraternita di Santa Maria dell’Orazione e Morte

Per 550 scudi la Confraternita di Santa Maria dell’Orazione e Morte acquista da monsignor Ceci un terreno su via Giulia.


[ 8 settembre 1572 ]

Te deum di ringraziamento

A Roma, nella basilica di San Marco, un Te Deum di ringraziamento viene celebrato da papa Gregorio XIII a cui segue una solenne messa nella chiesa di San Luigi dei Francesi.


[ 30 settembre 1572 ]

Morte di Francesco Borgia

A Roma muore Francesco Borgia, già duca di Gandia e viceré di Catalogna. Rimasto vedovo, era divenuto sacerdote entrando nella Compagnia di Gesù. Sarà proclamato santo nel 1670.


[ 21 maggio 1573 ]

Inaugurazione della sala Regia

Una volta di Perin del Vaga, gli stucchi alle pareti di Daniele da Volterra, gli affreschi di Giorgio Vasari, Lorenzo Sabatini, Francesco Salviati e degli Zuccari. Sono gli autori della sala Regia in Vaticano che viene inaugurata oggi, preposta al ricevimento dei sovrani.


[ 7 luglio 1573 ]

Morte del Vignola

Muore a Roma il Vignola (nato Jacopo Barozzi), architetto che fu tra gli esponenti più importanti del Manierismo e ricordato per la realizzazione di Villa Giulia (per conto di papa Giulio III) e per il progetto della chiesa del Gesù, talmente apprezzato da diventare il prototipo utilizzato dai Gesuiti per l’erezione di tutti i loro edifici di culto.


[ 13 ottobre 1577 ]

Accademia delle Arti della Pittura, della Scultura e del Disegno

Attraverso un breve, papa Gregorio XIII riconosce ufficialmente l’Universitas picturae che diventa l’Accademia delle Arti della Pittura, della Scultura e del Disegno, concedendogli come sede la chiesa di San Luca all’Esquilino, dove gli artisti sono già soliti riunirsi. La direzione viene affidata ad un “principe”, il primo dei quali è il pittore Girolamo Muziano, promotore dell’iniziativa.


[ Giovedì, 20 luglio 1578 ]

Processo ad omosessuali

Presso la chiesa di San Giovanni a Porta Latina vengono arrestate 11 persone, tutte di sesso maschile, con l’accusa di aver costituito un circolo segreto di uomini nel quale si hanno legami di affetto omosessuale, si consumano rapporti carnali e si consacrano addirittura matrimoni tra persone dello stesso sesso osservando la liturgia ecclesiastica, grazie alla complicità di alcuni frati. Per otto degli imputati, ritenuti colpevoli dei reati di sodomia e profanazione dell’istituto matrimoniale, viene comminata la condanna a morte per impiccagione, eseguita il 13 agosto a Ponte Sant’Angelo, con successivo rogo dei loro corpi. Altre due persone, collaborando solertemente nelle testimonianze, riescono ad evitare la loro esecuzione.


[ 4 ottobre 1582 ]

Il calendario Gregoriano

Da Monte Porzio Catone papa Gregorio XIII introduce in Italia, Polonia, Portogallo e Spagna l’omonimo calendario Gregoriano: si basa sull’anno solare, cioè sul ciclo delle stagioni e per regolare il passaggio dal calendario Giuliano si ricorre alle misurazioni dell’astronomo Niccolò Copernico ed il giorno successivo al 4 ottobre 1582 sarà direttamente il 15 ottobre, saltando 10 giorni. Verrà gradualmente adottato nella maggior parte del mondo.


[ Sabato, 1 giugno 1585 ]

Accordo con i banditi

Il governatore di Roma Giovanni Francesco Biandrate emana un editto che riconosce, ad ogni bandito che permette la cattura di altri fuorilegge, la grazia, la facoltà di liberare due amici e compensi in denaro: 400 scudi per i criminali consegnati morti, 600 scudi per quelli vivi.


[ Mercoledì, 18 settembre 1585 ]

Più decapitazioni che meloni!

Viene emanato un avviso nel quale si notifica che, durante l’anno in corso, sono state esposte “più teste di banditi a ponte Sant’Angelo che meloni al mercato”.


[ Mercoledì, 25 giugno 1586 ]

Scherzo mortale

Dal Codice Urbinate latino: “L’altra notte alcuni romaneschi della setta di Bacco, per spaventar molti contadini che aspettavano in profondo sonno il giorno, prostrati a’ piedi delle scale dell’Aracoeli, spiccarono di lassù una botte con dentro alcuni sassi, la quale tanto presto rotolando sopraggiunse quelli sonnolenti, che un di loro restò morto et altri stroppiati et feriti, alla quale bestialità sarà senza dubbio dato castigo irreprensibile”.


[ Martedì, 9 giugno 1587 ]

Botti fuorilegge

Tramite un bando, papa Sisto V ordina “che nelle Processioni da farsi in Roma, nella Festa del Santissimo Sacramento, non si tirino Archibugiate, Razzi, Zaganelle, etc”. Ogni sorta di botto è quindi illegale durante la cerimonia del Corpus Domini.


[ Mercoledì, 29 luglio 1587 ]

Rogo per adoratore del demonio

Giovanni Antonio Bandinelli, francescano di 42 anni condannato a morte perché “apertamente facessi professione di necromante, fabricando circoli et invocando il Demonio”, viene bruciato vivo.


[ Lunedì, 27 aprile 1598 ]

Ceri scherzosi

Lo speziale Curtio Bellardini viene condannato per l’aver donato alla chiesa di Sant’Andrea delle Fratte delle candele che una volta accese sono esplose, risultando una volta ispezionate piene di polvere da sparo. Ma i ceri erano stati così preparati per uno scherzo da fare in occasione del matrimonio tra la figlia del duca di Sessa ed il figlio del governatore di Milano, ma che non ebbe mai luogo in virtù del fatto che la cerimonia si era poi celebrata a Porto Ercole, invece che a Roma. Lo speziale sarà poi risparmiato grazie all’onesta testimonianza del duca in persona.


[ Mercoledì, 9 settembre 1598 ]

Omicidio Cenci

Nei pressi di Rieti, nel castello di Petrella Salto, il guardiano del maniero Olimpio Calvetti e il boscaiolo Marzio Catalano uccidono a martellate e bastonate il padrone Francesco Cenci. L’omicidio è stato ordito dalla figlia Beatrice con la complicità dei fratelli Giacomo e Bernardo e della matrigna Lucrezia Petroni. I colpevoli giustificheranno l’atto come unico rimedio per porre fine alle violenze con cui l’uomo vessava la sua famiglia.


[ Sabato, 11 settembre 1599 ]

Esecuzione di Beatrice Cenci

In piazza di Ponte Sant’Angelo viene eseguita la condanna a morte di Beatrice e Giacomo Cenci e della loro matrigna Lucrezia Petroni, tutti per aver commissionato l’omicidio del violento Francesco Cenci, rispettivamente loro padre e marito. All’esecuzione è presente, oltre al Caravaggio, una folla enorme che causa una ressa in cui muoiono diverse persone che, cadendo nel Tevere, annegano. Secoli dopo Stendhal racconterà che Beatrice “disse la sua orazione, lasciò le sue pianelle ai piedi della scaletta, sollevò agilmente la gamba sopra la tavola, posò il collo sul ceppo e si sistemò alla perfezione da sé sola, per evitare che il carnefice la toccasse. Con la rapidità dei suoi movimenti, evitò che la gente potesse vederle le spalle e il petto, quando le tolsero il velo di taffetà” per poi essere decapitata, come la sua matrigna. Giacomo viene mazzolato (colpito con un mazzuolo) e squartato. Beatrice entra nella leggenda popolare romana che non saprà mai se considerarla una vittima degli abusi del padre o una crudele e spietata assassina e secondo la quale il suo fantasma appare nelle notti di ogni 11 settembre su Ponte Sant’Angelo con in mano la sua testa mozzata.


[ Giovedì, 16 settembre 1599 ]

Fra’ Celestino da Verona al rogo

Il frate francescano Celestino da Verona viene bruciato sul rogo a Campo de’ Fiori. Malgrado fosse stato uno degli accusatori di Giordano Bruno, ne anticiperà ironicamente il tragico destino cinque mesi prima del filosofo di Nola, sempre a causa di reiterate opinioni eretiche.


[ Martedì, 21 ottobre 1603 ]

Diritti sul rimedio per la “Magnacozza”

Papa Clemente VIII, con un chirografo (documento scritto e firmato di propria mano), concede a un certo Jacopo Massa l’esclusiva dei guadagni sull’utilizzo del semplice ma efficace rimedio da lui scoperto contro la terribile malattia nota come “Magnacozza”, che sta devastando le vigne dello Stato della Chiesa.


[ Venerdì, 29 luglio 1605 ]

Caravaggio aggredisce rivale in amore

Il notaio Mariano Pasqualoni, “colpevole” di aver fatto una proposta di matrimonio alla cortigiana Maddalena Antognetti, amante del Caravaggio, viene aggredito a piazza Navona dall’artista, il quale sarà costretto a riparare per tre settimane a Genova.


[ Domenica, 28 maggio 1606 ]

Caravaggio uccide Tomassoni da Terni

Il Caravaggio ferisce mortalmente Ranuccio Tomassoni da Terni, durante una discussione nata presumibilmente per un fallo nel gioco della pallacorda; già altri precedenti registravano la loro rivalità, forse per questioni di cuore o per questioni politiche.


[ Mercoledì, 1 settembre 1611 ]

Devastante incendio

A causa del caldo insopportabile, scoppia un incendio in un fienile a piazza de’ Catenari, nel quale sono stipate 2.000 some [unità di misura di quanto portato sul dorso da cavalli, muli ed altre bestie da trasporto] di fieno. Il vento, trasportando balle incendiate oltre il fiume, fa il resto: i roghi proseguiranno per una settimana, incendiando molte abitazioni ed i danni maggiori verranno registrati nei rioni Regola e Trastevere.


[ Domenica, 22 giugno 1614 ]

Reliquia di san Carlo Borromeo

Il cuore del patrono lombardo Carlo Borromeo, magnanimamente donato dal suo discendente Federico Borromeo, viene portato con una solenne processione nella nuova chiesa a lui dedicata, San Carlo al Corso, con grande tripudio dei lombardi residenti a Roma. L’ostensorio è costato loro ben 457 scudi.


[ Sabato, 26 luglio 1614 ]

Obbedienza a Paolo V

In visita a Roma, un rappresentante del monastero di Santa Caterina (attualmente il più antico monastero cristiano ancora esistente) nella regione del Sinai, in Egitto, presta obbedienza a papa Paolo V.


[ Domenica, 12 luglio 1615 ]

Falsa profeta

Nella chiesa della Minerva si conclude il processo contro la monaca napoletana Giulia e contro il prete suo complice: sfruttando le informazioni che l’uomo veniva a sapere confessando diverse donne, la monaca si era creata una notevole fama miracolosa e divinatoria presso le stesse donne, inducendole ad avere rapporti sessuali con diversi uomini. Vengono condannati ad essere murati vivi, pena che sconterà il solo confessore, potendo Giulia sfruttare potenti amicizie che la porteranno solo ad essere rinchiusa nel convento delle Convertite.


[ Giovedì, 15 ottobre 1615 ]

Sorgente dell’Acqua Santa

Nella zona fuori Porta San Sebastiano, alla Caffarella, un bifolco (guardiano di buoi) scopre una sorgente d’acqua. Arrivato nella zona per abbeverare i suoi animali, trova una fonte la cui acqua appare in un primo momento di colore rosso per poi diventare limpidissima. Dopo un primo momento di sgomento trova il coraggio di immergervi le mani “le quali piene di rogna, se le vidde subito restare libere, et mondissime”, come riporta il cronista Giacinto Gigli. Papa Paolo V si reca personalmente sul posto ed attribuisce alla sorgente la denominazione di Acqua Santa. La tonalità purpurea si deve alla ricchezza di ferro.


[ Giovedì, 29 ottobre 1615 ]

Dignitari giapponesi a Roma

Una delegazione di dignitari giapponesi arriva in visita a Roma, guidata dal fratello del re orientale. Le loro usanze ed i loro abiti bizzarri e variopinti suscitano grande curiosità. Come da prassi, papa Paolo V li riceve in udienza informale poiché rappresentanti di un sovrano non cattolico. Uno di loro viene battezzato in Laterano, e in onore del pontefice cambia il proprio nome pagano in quello di Paolo.


[ Lunedì, 19 settembre 1616 ]

Matrimonio non approvato

Giacinto Gigli riporta nel suo diario che “A di 19. Settembre 1616 Papa Paolo [V] creò sei Cardinali, cinque per i lochi di altrettanti già morti, et il sesto in loco del Card. Gonzaga sopradetto, che haveva lasciato il Cardinalato”. Quest’ultimo era stato in realtà rimosso dalla sua carica per essersi sposato, come annotato da Gigli il giorno precedente: “Fu poi pubblicato, che il Cardinale era stato astretto con incanti da quella Donna acciò la pigliasse per moglie. Onde lei fu menata a Roma, et messa prigione in Castello”. Il risultato fu che il povero Gonzaga non ebbe né moglie, né il cardinalato.


[ Domenica, 1 settembre 1619 ]

Ricchezza tramite il diavolo

Nella chiesa della Minerva, un gruppo di nove eretici compie l’atto ufficiale di abiura, essendo stati condannati per riti satanici eseguiti, dopo essere stati raggirati da una vecchia megera, al fine di diventare ricchi. Le perverse preghiere per evocare il demonio venivano recitate presso la cisterna delle Sette Chiese, sul Colle Oppio, ma il solo risultato fu l’arrivo degli sbirri ed il loro arresto.


[ Domenica, 20 ottobre 1619 ]

Nobile matrimonio

Nella cappella del Palazzo di Monte Cavallo al Quirinale si celebrano le nozze tra la giovane Camilla Orsini ed il principe di Sulmona Marcantonio Borghese, nipote di papa Paolo V. Il matrimonio era stato concordato già alcuni anni prima e rimandato a causa della giovanissima età degli sposi.


[ Domenica, 8 maggio 1622 ]

Processione sulla strada Pia

Esponendo la tavoletta dell’Adorazione dei pastori, ritenuta miracolosa, si svolge una processione notturna sulla strada Pia, da Santa Maria Maggiore alla chiesa in costruzione di Santa Maria della Vittoria (in via XX Settembre 17).


[ Domenica, 6 agosto 1623 ]

Elezione di Urbano VIII

Urbano VIII

Il cardinale fiorentino Maffeo Barberini è eletto papa. Secondo la cronaca di Giacinto Gigli “Alli. 6 di Agosto fu creato e publicato papa Urbano VIII. Usciti che furno li Cardinali di Conclave quasi tutti si amalorno, et molti stettero in punto di morte, et alcuni ancora si morse, ma li conclavisti morsero quasi tutti, et Papa Urbano istesso fra poco si amalò, ma egli tenne per certo di essere stato avvelenato, onde i rimedii tutti che gli furono fatti, furno contro veleno, dal quale poi finalmente con l’ajuto di Dio restò libero”. In realtà la decimazione di cardinali fu dovuta all’afa soffocante ed alla malaria che accelerarono la decisione per l’elezione del nuovo pontefice.


[ Lunedì, 12 agosto 1624 ]

Meraviglie astronomiche su Roma

Fino al 5 settembre. Nel periodo si verificano rimarchevoli allineamenti astrali visibili ad occhio nudo, il più notevole dei quali accade proprio il 12 agosto: secondo la cronaca di Giacinto Gigli “la prima particolarmente fu maravigliosa, che fu di Saturno, et di Marte, et occorse nel detto giorno delli 12. di Agosto doppo il tramontar del sole, perciocché parve cosa spaventosa vedendosi nel cielo scintille di foco, et raggi grandissimi a modo di frezze, e saette, e spade, che succedendo le une all’altre, mostravano come una battaglia, che si facesse nel cielo, et durorno un gran pezzo”. Probabile comunque che queste eccezionali “maraviglie” possano essere spiegate con il fenomeno piuttosto frequente in questo periodo dell’anno delle stelle cadenti.


[ Domenica, 28 aprile 1630 ]

Diffusione della peste

Per circoscrivere la diffusione della peste in Italia, cinque delle 12 porte di accesso a Roma vengono chiuse. E chi voleva fare il pellegrinaggio delle sette Chiese, non doveva uscire dalla città.


[ Lunedì, 15 luglio 1630 ]

Astrologi in prigione

Le cronache di Giacinto Gigli raccontano che “Alli 15. di Luglio furno messi in prigione molti professori di Astrologia, fra i quali fu l’Abate di S. Prassede de’ Monaci di Vall’Ombrosa, et il priore di S. Eusebio, et altri li quali affermavano, che Papa Urbano [VIII] doveva morir presto”. Ma il pontefice morirà 14 anni dopo, nel 1644.


[ Lunedì, 5 agosto 1630 ]

Varie (080501)

Entrando in chiesa, i romani evitano di toccare l’acqua santa, temendo il contagio della peste già diffusa nelle città del Nord Italia perché, secondo una cronaca di Giacinto Gigli “[…] una pessima qualità di veleno, con incanti diabolici era stata inventata, et composto un liquore così mortifero, che, ciocchè con esso era tocco, o bagnato attaccava subito la peste. Et finalmente si scoperse, che alcuni di questi maledetti huomini andavano per le Città, et ponevano questo liquore ne vasi dove nelle Chiese si tiene l’Acqua benedetta”.

Il pittore ed incisore del primo periodo barocco Antonio Tempesta, detto Tempestino, muore a Roma.


[ Sabato, 21 ottobre 1634 ]

Varie (102101)

Su suggerimento di papa Urbano VIII, il filosofo e teologo Tommaso Campanella fugge da Roma travestito da frate: ripara a Parigi dove pubblicherà integralmente la maggior parte delle sue opere, tra le quali il “De Fide” e l’“Apologia pro Galileo”.

Un Bando rende noto che “L’Illustrissimi Conservatori dell’Alma città di Roma ordinano e comandano che tutti quelli che venderanno castagne ne devino dare sedici al quattrino, tanto lesse come arrosto o in forno, et all’ingrosso bajocchi dodici lo scorzo, tanto li marroni come le castagne, sotto pena a chi ne darà uno o doi meno al quattrino, scudi tre, et da cinque in su pena di scudi venticinque, perdita delle castagne e tre tratti di corda a chi contravverrà. Con tutti quelli che vendono le sopra dette castagne devino tenere il presente Bando attaccato, sotto pena di doi scudi”.


[ Lunedì, 23 aprile 1635 ]

Sortilegio contro Urbano VIII

Il giovane Giacinto Centini, nipote del cardinale omonimo, volendo la morte di papa Urbano VIII per veder suo zio al suo posto, compie un sortilegio realizzando una statua di cera con le sembianze del papa. Avrà la complicità del falso frate Bernardino di Montalto e del priore Domenico Zancone, questi ultimi complici di una precedente magia per indurre una donna a sottomettersi alle loro voglie. Giacinto sarà decapitato a Campo de’ Fiori. Si salverà dalla pena di morte soltanto fra Domenico, per aver denunciato il fatto.


[ Venerdì, 4 maggio 1635 ]

Tragedia d’amore

Un giovane ferrarese, allo scopo di raggiungere la sua amata, una monaca di 18 anni del monastero di Santa Croce in Montecitorio, al fine di fuggire insieme, si nasconde in una cassa per la quale aveva dato istruzione che venisse consegnata alla ragazza stessa nel monastero. Ma il negligente servitore incaricato tarda la consegna ed il ragazzo muore così soffocato nella cassa. Alla scoperta del corpo, l’infelice innamorata si vede costretta a riferire la cosa alla badessa, la quale la denuncia al vicario di papa Urbano VIII. La ragazza, sottoposta a processo, sarà condannata ad essere murata viva!


[ Sabato, 14 luglio 1635 ]

Decapitazione di Amodei

Una nota del cronista Giacinto Gigli racconta che in giornata viene “tagliata la testa in prigione a Monsig. Amodei sopraddetto per l’homicidio, che aveva fatto [di un mercante], et per altri delitti, et particolarmente per le pasquinate, che gli furono trovate”.


[ Sabato, 4 luglio 1637 ]

Triste fatalità

Cedono le travi portanti della casa nei pressi della Sapienza di un armaiolo che sta effettuando la veglia funebre di una parente morta il giorno precedente: il crollo uccide sua madre e le sue quattro figlie. L’uomo si ritroverà così ad assistere nella chiesa di Sant’Eustachio a ben cinque funerali, senza contare la donna già morta quando avviene la tragedia.


[ Martedì, 13 luglio 1638 ]

Temporale micidiale

Violento temporale a Roma con numerosi fulmini che uccidono diverse persone. Secondo la cronaca del diarista Giacinto Gigli tra le vittime risulta un predicatore barnabita il quale, dopo che una saetta colpisce la sua camera, si rifugia a pregare in chiesa per essere lì colpito a morte da un altro fulmine. Un’altra folgore, caduta nel Ghetto, provoca un incendio e la morte di un ebreo.


[ Domenica, 3 ottobre 1638 ]

Eccezionale vendemmia

“Fu quest’Anno una raccolta così copiosa di Vino, che non vi era dove riporlo, et molti perdevano il Vino per non havere botti da poterlo riponere”: così il cronista Giacinto Gigli racconta la strepitosa vendemmia romana del 1638.


[ Giovedì, 26 aprile 1640 ]

Truffa sul burro

In seguito alla vendita di un burro ricavato dalla ricotta allo stesso prezzo di quello di vacche rosse, che è di qualità superiore, un Bando impone a pizzicaroli e casciaroli di vendere il primo a più della metà del prezzo del secondo, con l’obbligo “che tutti quelli che lo venderanno debbano sopra il panetto o massa di esso tenervi un cartello sul quale sia scritto: Butiro di ricotta”.


[ Mercoledì, 23 luglio 1642 ]

Tassa sul vino

Giacinto Gigli registra che “Fu messa in questo mese una gabella al Vino Romanesco, et se bene si trattò di metterla molto maggiore, nondimeno fu stabilita di un grosso per barile da pagarsi la metà del Venditore, e la metà dal Compratore, et di più agli horti, che vendevano il Vino a minuto più di otto quattrini la foglietta [1/2 litro], che da otto quattrini in sù si dovesse pagare un grosso per ogni quattrino”.


[ Giovedì, 25 settembre 1642 ]

Roma teme l’invasione

Il diarista Giacinto Gigli racconta il panico che regna a Roma scatenato dalla possibile invasione da parte dell’esercito del duca di Parma, Odoardo I Farnese, il quale rivendica la proprietà di Castro e di Montalto: “Al 25. di Settembre Papa Urbano [VIII] partì da Monte Cavallo, et andò a stare a S. Pietro alle 20. hora. Partito che fu il Papa dal Palazzo di Monte Cavallo tutto il Popolo s’impaurì, e moltissimi furno quelli, che si partirno da Roma, et non si vedeva se non gente, che sgombravano le case di giorno, et di notte, et ciascuno s’ingegnava di nascondere la Robba, et cose di pregio, et le Monache trattavano di uscire dai Monasteri, et farsi trasportare in luoghi sicuri”.


[ Venerdì, 12 giugno 1643 ]

Roma consegna l’argenteria

A causa della guerra di Castro, lo Stato Pontificio è in grave crisi finanziaria: i romani sono costretti a consegnare in Castel Sant’Angelo la loro argenteria; in cambio ricevono attestati del Monte del Sale, appositamente costituito con i proventi della gabella sull’“oro bianco”.


[ Domenica, 23 ottobre 1644 ]

Tuoni e fulmini

Una cronaca di Giacinto Gigli racconta che in giornata “[…] piovve grandemente, et caderono molte Saette, una delle quali cadè nel Palazzo del Card. De’ Medici, et percosse il letto istesso dove era il cardinale, il quale stava allora sottoscrivendo le lettere, et gli abbrugiò una bandinella [asciugamano] della lettiera, et il suo Secretario cadè in terra tramortito, ma non fece male ad alcuno”.


[ Mercoledì, 26 luglio 1645 ]

Il vino come cura

Giacinto Gigli racconta di una epidemia che si diffonde a Roma: “Incominciò in questo tempo ad ammalarsi gran parte del Popolo, e molti morivano di febbre maligna; et da quelli che furno aperti doppo morte, fu osservato che havevano dentro un verme vivo, il quale non moriva se bene si toccava con la Therica [o Triaca, una sorta di diffusissimo antibiotico naturale formato da veleno di vipera e 57 erbe diverse], ma solamento moriva toccandosi con il vino, onde pareva, che si creassero dall’acqua che si beveva. Per questo i Medici non levavano alli Ammalati il vino, ma gli facevano bere l’acqua bene invinata”.


[ Giovedì, 27 luglio 1645 ]

Monello per l’arte ed i miracoli

Un bambino annoiato dalla messa nella chiesa di San Rocco a Ripetta, pensa bene di raschiare uno dei pilastri della navata maggiore con un pezzo di ferro. Malgrado i rimproveri e gli scappellotti del sagrestano, il ragazzino allargherà l’apertura anche nei giorni seguenti, riportando alla luce una vecchia immagine della Vergine che sarà poi considerata miracolosa, visto che diversi storpi guariranno dopo aver pregato davanti ad essa.


[ Lunedì, 18 settembre 1645 ]

La statua di Paolo V

Dopo più di 20 anni viene dissotterrata in Campidoglio la statua di papa Paolo V. All’epoca inviso al popolo per il suo rigido modo di governare, mentre era ormai in punto di morte la statua era stata abbattuta, decapitata e sotterrata, mentre la testa veniva fatta oggetto di vilipendio per tre giorni in giro per la città prima di venire gettata nel Tevere. Il resto della scultura dissotterrato viene invece utilizzato per la realizzazione di una statua dell’attuale pontefice, Innocenzo X.


[ Lunedì, 25 giugno 1646 ]

Salma miracolosa

Il diarista Giacinto Gigli racconta che, dopo la morte di una sua zia monaca di 76 anni, nei giorni successivi diventò nel corpo “bellissima come una giovanetta di 14 Anni”, anziché disfarsi, anche a causa della stagione caldissima. Le consorelle ne conserveranno gli abiti, attribuendo loro poteri miracolosi.


[ Giovedì, 27 agosto 1648 ]

Fontane contro pane

Un cronaca di Giacinto Gigli riporta preoccupanti malumori popolari: “Adi 27. di Agosto fu Consiglio Secreto in Campidoglio perché il Papa voleva 800 mila scudi dal Popolo Romano, et bisognava pensare il modo di trovarli… Per questo il popolo mormorava, et anco per un’altra tassa, che già si stabiliva per la Guglia, et per la Fontana di Piazza Navona… Il Popolo diceva molte cose, et che non era tempo da far questa spesa, mentre vi era bisogno di proveder del grano, et furno trovati attaccati a quelle pietre diversi motti, et uno in particolare, che diceva così: «Noi volemo altro che Guglie, et Fontane / Pane volemo, pane, pane, pane». Altri motti vituperosi furno pubblicati contro D. Olimpia, tanto che si diceva, che erano state ordinate molte spie, persone che andavano vestite di seta per scoprire gli autori delle Pasquinate”. Il papa in questione è Innocenzo X.


[ Lunedì, 14 settembre 1648 ]

Requisizione del grano

Le autorità pontificie iniziano la requisizione forzata del cereale: come racconta il diarista Giacinto Gigli “Fra tanto, perché vi era bisogno di grano, et il Papa [Innocenzo X] non voleva che la Camera vi rimettesse, si andava pensando modi, et regiri per haverne senza molta spesa, o fatiga”. Violente reazioni, seppur inutili, si verificano a causa della violenza con la quale il prefetto dell’Annona (organo preposto alla gestione delle derrate alimentari) pose in atto le requisizioni ed il fatto che si rifiutò di lasciare ai proprietari anche il minimo indispensabile per il sostentamento delle loro famiglie.


[ Giovedì, 12 maggio 1650 ]

Grave siccità

Viene registrata una siccità gravissima, per la quale ogni messa nella città invoca la pioggia. La calamità provoca diversi morti e danni ingenti alle coltivazioni di grano e uva.


[ Lunedì, 23 maggio 1650 ]

Falsi miracoli

I ministri della Santa Inquisizione dichiarano falsi i miracoli presso un crocifisso proclamati il 5 maggio da membri della Compagnia dei Fiorentini: vengono incarcerati.


[ Giovedì, 8 giugno 1651 ]

La fontana dei Fiumi “scaccia” i mercanti di strada

Papa Innocenzo X si reca in serata a piazza Navona per ammirare la fontana dei Quattro Fiumi, ancora coperta da una tenda poiché appena terminata. La cronaca racconta che, con loro profondo rammarico, i commercianti di strada “Matriciani, Fruttaroli, Hortolani, Merciari, Librari, Regattieri, Ferrivecchj e Giudei” che erano soliti vendere lì le loro merci, vengono allontanati imponendogli da quel momento l’esercizio delle proprie attività solo nei mercati.


[ Domenica, 23 giugno 1652 ]

Il “Lago di piazza Navona”

Per la prima volta papa Innocenzo X organizza il “Lago di piazza Navona”, allagando la piazza. “Tutti li sabbiti e le domeniche d’agosto, s’atturava la chiavica de la funtana de mezzo de piazza Navona, e la piazza ch’era fatta a scesa, s’allagava tutta. Che bber divertimento! La mmatina ce s’annava in carozza, o in carettella. Io m’aricordo d’essece ito co’ mmì padre a sguazzà in de ll’acqua, pe’ ffa’ sciacquà le rote infangate de la carozza, quanno aritornamio da le grotte de Testaccio. La domenica, doppo pranzo poi, in un gran parco piantato sotto ar palazzo Doria, fra er portone de Sant’Agnesa [Sant’Agnese in Agone, a piazza Navona], c’era la bbanda de li pompieri che ssonava ’na mucchia de sonate p’arillegrà la ggente. Intorno a llago c’ereno ’na quantità dde cocommerari co’ le loro scalette piene de cocommeri che strillaveno: «Curete, pompieri, che vva a ffoco!» E ppoi mosciarellari, brusculinari, mandolari; regazzini che se pijaveno a spinte e sse bbuttaveno in de ll’acqua; ggente che ppe’ scherzo se la schizzaveno in faccia: urli, strilli, risate da nun dì, ecco ch’edera e’ llago de piazza Navona”. Con queste parole il poeta romano Giggi Zanazzo racconta l’evento.


[ Venerdì, 24 luglio 1654 ]

Terremoto

Alle 6:00 del mattino viene avvertito anche a Roma il terribile terremoto che devasta la Puglia ed il Regno di Napoli: durerà addirittura un quarto d’ora, causando alcuni morti per lo spavento, con molti cittadini impauriti che si precipiteranno per le strade.


[ Mercoledì, 12 agosto 1654 ]

Eclissi di Sole da fine del mondo

Matematici, dotti ed astrologi, consigliando addirittura il digiuno per affrontare l’evento, avevano preannunciato in giornata la più grande eclissi di Sole della storia accompagnata da terribili catastrofi, maggiore addirittura di quella quasi mitologica che oscurò la Terra alla morte di Gesù. I romani vivono angosciati l’“avvenimento”, rifugiandosi nelle chiese per prepararsi al peggio attraverso la confessione. Ma l’eclissi sarà praticamente impercettibile e la giornata trascorrerà del tutto tranquilla.


[ Venerdì, 18 settembre 1654 ]

Ruberie al moribondo Innocenzo X

Approfittando della malattia di papa Innocenzo X, iniziata ad agosto e che lo porterà finalmente alla morte nel gennaio prossimo, i suoi parenti lo spogliano quotidianamente delle sue ricchezze. Così racconta il cronista Giacinto Gigli: “La Sig.ra Donna Olimpia [cognata del pontefice] andava ogni giorno dal Papa, et si faceva portare in seggetta sin dentro alle stanze del Papa, et la sera si faceva riportare a casa nell’istesso modo. Ma quelli che portavano la seggetta dicevano, che la sera pesava tanto, che era cosa incredibile: pe la qual cosa si credeva per certo, che nella Sedia dove ella sedeva vi fussero ogni sera nascosti molti denari”.


[ Sabato, 17 luglio 1655 ]

Spettacolare elefante a Roma

Racconta Giacinto Gigli che “Fu condotto in questi giorni a Roma un Elefante femmina, che haveva 25 anni, et era gravida, et era ammaestrata a fare diversi giochi maravigliosi con la sua proboscide movendola a guisa di mano, secondo che dal Padrone gli era comandato”. Ma il più famoso elefante della storia di Roma resterà sempre Annone, donato a papa Leone X nel 1514 e trattato come una vera e propria personalità.


[ Lunedì, 26 luglio 1655 ]

Grandine e insetti

Su Roma si abbatte un’eccezionale grandinata a cui segue una devastante invasione di insetti. Così la descrive il cronista Giacinto Gigli: “fu grandine grossissima più delle palle di balestra, che in molti luoghi destrusse le Vigne et l’Uva. Erano parimente distrutti li campi, et le Vigne di Roma, et de’ Luoghi vicini dalli Grilli, e Locuste, le quali consumanvano ogni cosa, et non lasciavano pur un filo di Herba, ne una foglia di Vite, et erano così folte che pareva che fusse una perpetua grandine, et toglievano la vista del sole, et percotevano nella faccia, che non si poteva praticare. Non mangiavano l’Uva, ma rosicavano talmente i tronchi, che l’Uva cadeva in terra così acerba, che si poteva raccogliere con le pale”.


[ Lunedì, 5 giugno 1656 ]

Inizio della peste

Fino al 10 giugno. Un marinaio napoletano che alloggia in una locanda di via di Monte Fiore a Trastevere si ammala e viene ricoverato all’ospedale di San Giovanni, dove muore. Gli assistenti dell’ospedale ravvedono i segnali della peste, ma il medico della Congregazione della Sanità lo esclude, per cui non viene attuato alcun provvedimento per evitare il contagio: sarà un errore clamoroso, perché nei giorni successivi la malattia si diffonderà per tutta la città.


[ Mercoledì, 14 giugno 1656 ]

Diffusione della peste

Con la morte evidentemente per peste dell’ostessa della locanda di via Monte Fiore a Trastevere e dei suoi figli, i medici finalmente comprendono la gravità della situazione, avendo sottovalutato 10 giorni prima il caso del marinaio napoletano ospitato nella locanda stessa. Il morbo è ormai diffuso a Trastevere e nel Ghetto. Trastevere sarà cinto da una barricata in legno con guardie che dovranno sparare a chiunque tenterà di forzarla.


[ Domenica, 18 giugno 1656 ]

Il Ghetto chiuso per peste

A causa della diffusione della peste viene chiuso il Ghetto, lasciando aperta solo piazza Giudea (toponimo che scomparirà nel 1887 con l’abbattimento totale del Ghetto); il permesso di entrata e uscita viene consentito solo a 14 giudei, allo scopo di provvedere alle primarie necessità.


[ Lunedì, 19 giugno 1656 ]

Provvedimenti per la peste

A Roma vengono istituiti diversi lazzaretti, luoghi di confinamento in seguito al diffondersi dell’epidemia di peste. Uno all’isola Tiberina, dove l’accesso è permesso solo con le barche. Altri due a San Pancrazio e a Casal Pio V assegnati alla convalescenza dopo una prima giacenza nell’isola; quello a via Giulia è invece destinato alla “corroborazione della salute dopo la convalescenza”. L’ultimo nel convento di Sant’Eusebio (in piazza Vittorio Emanuele), dove sono “collocati quei poveri, i quali ammalando nelle case sospette per esserne usciti infermi di peste” ma non manifestando alcun sintomo, sono comunque considerati contagiati. Inoltre medici e cerusici (i chirurghi dell’epoca) sono obbligati da un editto a restare a disposizione in città, pena la condanna a morte e la confisca dei beni.


[ Sabato, 8 settembre 1657 ]

Fine della peste a Roma

La fine della peste, che in una Roma che ha circa 100.000 abitanti ha causato quasi 15.000 vittime, è ufficialmente annunciata e per questo papa Alessandro VII si reca a Santa Maria del Popolo per il canto di un Te Deum celebrativo.


[ Domenica, 5 maggio 1658 ]

Invasione di cavallette

Invasione di cavallette a Formello e nella campagna romana in generale, con distruzione dei campi di grano e di biada e degli orti. Gli insetti sono in così gran numero che le acque del Tevere ne erano interamente coperte. I contadini invocano la scomunica degli animali da parte di papa Innocenzo X.


[ Venerdì, 5 luglio 1658 ]

L’“acqua tofana”

A Campo de’ Fiori vengono impiccate cinque donne, colpevoli di aver venduto l’“acqua tofana”; le 46 donne che avevano avvelenato i loro mariti vengono murate nel carcere dell’Inquisizione. L’“acqua tofana” era un veleno utilizzato a Roma da coloro che volevano liberarsi dal proprio coniuge, visto che il divorzio non era ancora consentito.


[ Sabato, 9 settembre 1662 ]

Demolito l’Arco di Portogallo

Al fine di eliminare l’imbuto stradale che condiziona le cerimonie d’ingresso a Roma, i cortei carnevaleschi e le corse dei cavalli berberi, papa Alessandro VII commissiona agli architetti Carlo Fontana e Felice della Greca la rimozione dell’Arco di Portogallo su via del Corso. Giustificheranno la demolizione affermando che, realizzato a suo tempo su fondazioni precedenti, l’arco non è “né antico né trionfale, ma [solo] abbellito di diversi ornamenti antichi”.


[ Martedì, 2 agosto 1667 ]

Il suicidio di Borromini

A Roma muore suicida nella sua casa Francesco Castelli, architetto enormemente più famoso con il nome di Borromini. Dopo aver bloccato la sua spada in una fessura del pavimento, vi si getta sopra. Soccorso e trasportato in ospedale in fin di vita, ha la forza di dichiarare di averlo fatto “perché affranto da mali morali e fisici”; secondo la tesi del suo biografo Filippo Baldinucci, le motivazioni dell’insano gesto sono riconducibili all’invidia provata nei confronti del rivale Bernini. Nonostante il suicidio verrà sepolto in chiesa, a San Giovanni de’ Fiorentini, nella stessa tomba dell’architetto Carlo Maderno.


[ Sabato, 13 settembre 1670 ]

Privilegi agli agricoltori

Per incrementarne la loro attività, vengono concessi diversi privilegi agli agricoltori tramite un bando del camerlengo (vescovo o cardinale alla direzione della Camera Apostolica, con vari compiti come quello di consigliere del papa nelle questioni amministrative e finanziarie).


[ Mercoledì, 30 settembre 1671 ]

Bachi da seta a Testaccio

I Conservatori capitolini (uno degli organi di potere a Roma) autorizzano il marchese Ludovico Casali a piantare alberi di gelso per l’allevamento dei bachi da seta nei prati di Testaccio.


[ Venerdì, 13 ottobre 1684 ]

Poliziotti trattenuti nell’ambasciata francese

Un certo Dragonetti viene arrestato a Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata francese, dalla Polizia Pontificia ma gli ufficiali vengono trattenuti nell’edificio. L’episodio originerà una crisi diplomatica tra papa Innocenzo XI ed il Governo transalpino.


[ Sabato, 21 ottobre 1684 ]

L’immunità di quartiere

In una nuova lettera inviata in Francia a re Luigi XIV, papa Innocenzo XI precisa che l’immunità di quartiere (estensione dell’extraterritorialità delle maggiori potenze che avevano munito le loro ambasciate di vere e proprie guarnigioni militari che si sentivano libere di girare armate per le strade della città e portato alla trasformazione di intere zone del centro cittadino in zone franche) è un abuso e, come tale, è stato solo tollerato ma mai permesso.


[ Lunedì, 16 ottobre 1690 ]

Canonizzazioni

Importanti canonizzazioni di religiosi da parte di papa Alessandro VIII: il portoghese Juan Ciudad, molto più noto come Giovanni di Dio, fondatore dell’ordine dei Fatebenefratelli e lo spagnolo Pasquale Baylon Yubero, considerato a Roma protettore delle donne e sul quale circola la popolare filastrocca “San Pasquale Baylonne / protettore delle donne, / deh, trovatemi un marito / bianco rosso e colorito / come voi, ma tale e quale, / o glorioso san Pasquale”.


[ Sabato, 18 maggio 1697 ]

Comunicato alle prostitute

Una comunicazione del cardinale vicario Carpegna ordina alle donne curiali (le prostitute) di allontanarsi dall’esercizio della propria attività dalle strade principali di Roma, svolgendola in vicoli appartati e più discreti, pena la revoca dell’autorizzazione all’esercizio. L’episodio ci ricorda che lo Stato Pontificio gestì sempre, tramite regolare tassazione, tale attività.


[ Sabato, 15 maggio 1700 ]

“Libero” battesimo

Secondo una regola risalente al IV secolo, soltanto le basiliche di San Pietro e di San Giovanni in Laterano potevano amministrare il sacramento del battesimo; oggi la Congregazione del Concilio sancisce che tutti, senza limitazione, possano farlo in qualunque altra parrocchia delle città di Roma.


[ Lunedì, 6 settembre 1700 ]

Facchini estorsori

Viene emesso un monitorio che condanna 75 facchini a tre tratti di corda e ad una multa di 100 scudi d’oro ciascuno. Sono colpevoli di aver estorto per anni denaro ai proprietari delle barche da vino su cui lavoravano, costringendoli a vendere la bevanda ad un prezzo maggiore del dovuto. Il cronista Francesco Valesio si mostra però dubbioso sulle conseguenze: “Per servizio delle barche di Ripetta, in vece delli facchini di Valtellina, contro li quali è uscito nel presente giorno il suddetto monitorio, sono subentrate compagnie di facchini matriciani, sì che credo riusciranno molto peggiori dei primi”.


[ Sabato, 18 settembre 1700 ]

Matrimonio per amore… della dote

Divertente aneddoto raccontato dal diarista Francesco Valesio: “In questo giorno il conte Trullioni, cortegiano del cardinale Del Giudice, havendo contratto sponsali [promessa di matrimonio] con una gentildonna di casa Costa di anni 68, con scudi 10.000 di dote, andati nella chiesa […], mentre il paroco richiede il consenso della donna, ella, dato un no, fece ridere tutti gli astanti e piangere lo sposo innamorato della buona dote”.


[ Domenica, 3 ottobre 1700 ]

Sfregiata per un amore non ricambiato

In città si fa un gran parlare dell’agguato da parte di uno sconosciuto ad una bellissima zitella di nome Costanza nel quale viene sfregiata con un colpo di rasoio. Nel suo “Diario di Roma” Francesco Valesio si lascia andare ad allusioni che colpevolizzano la fanciulla, a suo parere rea di aver incoraggiato e poi disilluso Vincenzo Lanti, individuato come mandante dell’insano gesto, dal quale “… [si dice] habbia ricevuto molti regali et infine mandatone uno indietro et dato orecchio ad altri amori benché innocenti”.


[ Lunedì, 18 ottobre 1700 ]

L’avarizia dei genovesi

Il cronista Francesco Valesio riporta alcuni coloriti pettegolezzi sul conclave in corso, che a novembre eleggerà come papa Clemente XI: tra i partecipanti “il cardinale Spinola, afflitto da perpetua inabilità alle gambe, soggetto papabile. […] Monsignor Borghese, governatore del conclave, supplisce alla debolezza della sua testa con il potere della sua borsa, facendo pasti continui nobilissimi alli prelati, arricchite le tavole da sontuosi trionfi, che ogni tre giorni si cambiano in nuovi. Si scorge in questo conclave la parsimonia genovese del cardinale Negroni, che, per ostentare numero di vivande eguale agl’altri, si fa portare gli vasi coperti che rassembrano [sembrano] ripieni, ma questi sono vuoti”.


[ Venerdì, 29 ottobre 1700 ]

Truce cronaca

Truce episodio raccontato dal cronista Francesco Valesio: “La compagnia della Morte condusse a Roma un cadavere quasi spolpato, senza testa, ritrovato in una grotta appresso Porcareccia con biglietto attaccato che diceva che gl’era stata troncata la testa per la taglia, essendo il morto un fuor uscito [evaso]”.


[ Lunedì, 20 giugno 1701 ]

Editto per la fecondità dei pesci

La pesca chiamata a due tartane e quella con le reti a sperone che, strisciate in fondo al mare causano la rottura delle uova, vengono proibite per l’anno in corso da un editto al fine di favorire la riproduzione dei pesci.


[ Domenica, 10 luglio 1701 ]

Bestemmiatore

Il cronista Francesco Valesio racconta che durante la messa alla chiesa di Santa Maria del Popolo viene esposto un giovane con alla bocca la mordacchia (strumento di tortura con cui si stringeva la lingua) e con in petto un cartello che recita “Per bestemmie ereticali”. Sarà poi portato in carcere per scontare i cinque anni a cui è stato condannato.


[ Lunedì, 25 luglio 1701 ]

Prelato stupratore

Il cronista Francesco Valesio riporta che monsignor Ceva, accusato dello stupro della giovane figlia di un cuoco a servizio presso monsignor Cibo, in cambio del pagamento di una cauzione di 3.000 scudi, ottiene di essere carcerato nella propria casa a Madonna dei Monti. Risulterà in seguito che “questo prelato havea pratticata detta giovane con consenso della madre et era stata più volte gravida”.


[ Domenica, 18 giugno 1702 ]

Fine di una “scandalosa prattica”

Secondo un’annotazione del diarista Francesco Valesio, in seguito ad un memoriale inviato a papa Clemente XI dalla moglie del marchese Corbelli, milanese trasferitosi l’anno precedente a Roma con i propri figli, abbandonando al nord la consorte per intraprendere una relazione con una bellissima ragazza olandese, il papa ordina che quest’ultima sia condotta dagli sbirri al Conservatorio delle mal maritate a S. Onofrio, volendo porre fine alla “scandalosa prattica”.


[ Lunedì, 3 luglio 1702 ]

Mantovana traviata

Tristissimo destino, raccontato dal cronista Francesco Valesio, di una ragazza di Mantova, da cui è fuggita con un ufficiale che le aveva promesso di sposarla: travestita con abiti maschili raggiunge Roma per rifugiarsi nella casa di un barbiere. Ma scoperta la sua reale natura, è oggetto di violenze da parte del barbiere stesso, dei suoi fattori e addirittura dei clienti della bottega. Viene oggi arrestata per prostituzione, colta quando stava per concedersi a dei servitori del principe Borghese.


[ Martedì, 11 luglio 1702 ]

Malattia di Clemente XI

Papa Clemente XI soffre “per la sua habituale indisposizione delle gambe gonfiate fuori di modo, una delle quali aperta tramanda materia densa e fetente, essendosi [e]stesa anco tale enfiagione alle cosce, in modo che si teme non sia ciò indizio evidente d’idropisia. Il che Iddio non voglia!” (Francesco Valesio). Le sue condizioni e le cure da adottare sono oggetto di pesanti contrasti tra il dottor Lancisi, medico ufficiale del papa, ed il dottor De Paulis, in seguito ai quali viene convocato un terzo medico proveniente da Napoli. Che si tratti o meno di idropisia (oggi denominata anasarca), Clemente XI regnerà comunque ancora per altri 19 anni.


[ Martedì, 18 luglio 1702 ]

Nascita di un “mostro”

In una cronaca riportata dal diarista Francesco Valesio si ripete un fatto analogo a quello già registrato il 17 febbraio 1653: “La moglie d’un barbiero habitante alla Scrofa ha partorito un mostro con l’effigie di demonio con corna e coda, tutto peloso e di deforme aspetto, che non è sopravvissuto che [pochi] giorni”.


[ Venerdì, 21 luglio 1702 ]

Morte di godurioso… ma pentito

Secondo le cronache del diarista Francesco Valesio, durante la notte muore un impenitente libertino, tale “[…] Gioseppe Massaini, gentilhuomo romano oriundo da Siena, huomo de relassati costumi, quale, essendosi il martedì scorso portato alle grotte di Testaccio con femine et ivi disordinato, la medesima sera, ritornato alterato dal vino, andò in casa di una bella vedova sua amica, dove, havendo per due volte commercio con detta donna, la terza volta tentò d’haverlo più che disonestamente, onde quella, per esimersi da tal violenza, lo prese per le parti virili, alle quali, concorsa nella medesima notte l’infiammazione e poi la cancrena, lo ridusse in meno di dui giorni a morte, essendo però egli passato all’altra vita con sensi di vero pentimento e di pietà christiana”.


[ Mercoledì, 26 luglio 1702 ]

Un drago a Zagarolo

A Zagarolo, vicino Roma, il duca Rospigliosi mette una taglia di 20 scudi a favore di chi riuscirà ad uccidere il drago che infesta la zona. Ma la caccia finisce nel ridicolo: il presunto drago si rivela essere un cinghiale ferito alle zampe posteriori che, trascinandosi su quelle anteriori, lascia le strane orme che avevano fatto pensare ad una fantasiosa creatura.


[ Domenica, 15 ottobre 1702 ]

Editto contro gli zingari

Francesco Valesio registra un provvedimento nei confronti dei gitani: “È venuto fuori un editto contro gli romiti, a’ quali non si permette il trattenersi che per tre dì nella città et in tal tempo proibito il questuare. E di già gli sbirri del vicario hanno incominciato la loro caccia, havendo carcerato un romito o sia pellegrino polacco che per sua penitenza, come diceva, girava per la città con un grosso bastone di ferro invece di sbordone, con un berrettino di ferro in testa, con una croce di ferro al collo e con una grossa catena cinta”.


[ Venerdì, 27 ottobre 1702 ]

Curiosa autopsia

Il cronista Francesco Valesio racconta della morte di un eminente prelato: “Alle 12 passò all’altra vita il cardinale Rodolovich in età di 76 anni et il terzo di cardinalato. Aperto il cadavere, gli fu trovata nella vescica una pietra di peso di mezza libra meno un’ottava, et altre nelle reni, essendo sani tutti gli interiori. Fu signore d’ottima vita, nè altra taccia gli veniva data se non che gli piacesse troppo il vino”.


[ Venerdì, 6 luglio 1703 ]

Esibizione di una testa mozzata

In una sua cronaca, Francesco Valesio racconta: “Si vidde in questa mattina sopra la porta Angelica eretto un pezzo di muro con nicchia, nella quale, in una gabbia di ferro, era esposta la testa del cameriere giustiziato il passato mercordì, con la seguente iscrizzione in marmo: «‘1703, Mattia Troiani romano / per homicidio proditorio / in palazzo Vaticano / in persona del suo padrone / per rubbarli». È incredibile il dispiacere che hebbe il popolo dal vedervi scolpita la patria, non essendo consueto farsi in simili casi”.


[ Domenica, 22 luglio 1703 ]

Madonna troppo discinta?

Il cronistra Francesco Valesio racconta un episodio legato ad una possibile, inammissibile, nudità della Madonna: “Si fece in questo giorno in Trastevere la solita processione [che concludeva la settimana di festa] della Madonna SS.ma del Carmine con gran concorso e perché fu riferito al pontefice [Clemente XI] che la statua che rappresentava la B. Vergine era vestita con habito nobilissimo di broccato con falpalà alla moda. S. Beatitudine ordinò a monsignor viceregente che osservasse se tale habito era indecente, quale, essendo andato ad osservarlo, riferì potersi per questa volta tolerare”.


[ Lunedì, 23 luglio 1703 ]

Il “Lotto Spirituale”

Il Santo Ufficio sopprime la curiosa ma diffusissima pratica del “Lotto Spirituale”: un foglio affisso vicino alla conca dell’acqua santa di alcune chiese riportava la lista dei peccati più diffusi, ognuno contrassegnato da un numero; una scatola lì vicina riporta gli stessi numeri che, pescati dal fedele di turno, pregava per le anime in Purgatorio che soffrivano per il peccato corrispondente.


[ Mercoledì, 29 agosto 1703 ]

Ebreo muore… da ebreo

Un curiosa cronaca Francesco Valesio testimonia l’atteggiamento discriminatorio all’epoca nei confronti degli ebrei: “Essendo morto nell’ospedale de’ padri Benfratelli un vecchio ebreo fatto christiano, essortato nel fine della vita di prendere gli sacramenti della Chiesa, questo si protestò di volere morire ebreo, e persistendo in questa pazzia, l’infelice se ne morì, per il che fu seppellito nel cortile di quel luogo pio”. L’essere seppellito nel cimitero dell’ospedale per questa sua “pazzia” fu la sua punizione.


[ Martedì, 4 settembre 1703 ]

Circolazione di carri e calessi

Rigorosa regolamentazione della circolazione a Roma raccontata dal cronista Francesco Valesio: “È uscito questa mattina un bando molto rigoroso confermativo di bandi altre volte emanati e proibitivo che gli calessi, carrette e carrettini debbano andare di passo e non correndo per la città sotto pena di scudi 100 d’oro ed altre pene corporali ad arbitrio e secondo la qualità delle persone, aggiungendovi che si procederà in ciò anche per inquisizione e se seguissero morti o storpiamenti si procederà contro a’ trasgressori del presente editto anco in pena della vita”.


[ Martedì, 25 settembre 1703 ]

Pasquino sulla corruzione

Viene esposta una pasquinata contro la corruzione dei più stretti collaboratori di papa Clemente XI. Così viene raccontata nella cronaca di Francesco Valesio: “È uscita fuori una composizione satirica di presso con duecento terzetti, intitolata Pasquino risvegliato, nella quale con termini molto improprii viene censurato il presente governo, ed in particolare molti intrinseci di S. Santità. Tal composizione però non è molto piaciuta et il governo fa gran diligenza per rinvenirne l’autore”.


[ Martedì, 20 maggio 1704 ]

La testa di Moricone

La testa di Francesco Costantini da Camerino, detto Moricone, viene esposta sopra un palo a piazza del Popolo, per ordine della corte per omicidio de mandato (su commissione).


[ Sabato, 18 ottobre 1704 ]

La colonna mai eretta

In giornata, circondate da una generale attesa, dovrebbero svolgersi le operazioni per l’innalzamento della colonna Antonina a Montecitorio, originariamente (dal 161 d.C.) sita a Campo Marzio per volere dell’imperatore Antonino Pio. Direttore dei lavori è l’architetto Francesco Fontana. Malgrado gli operai impegnati nei lavori abbiano già ricevuto una medaglia d’argento con la benedizione “in articulo mortis” (“in punto di morte”), l’opera non si compirà mai: alcuni contrattempi continueranno a rimandarla al punto che, con grande mortificazione di Fontana, al centro della piazza rimarrà solo il basamento, il quale sarà successivamente rilevato fino ad essere attualmente custodito nei Musei Vaticani.


[ Sabato, 4 agosto 1708 ]

Terribile esecuzione

I responsabili del carcere avevano consultato le autorità sull’opportunità di rimandare l’esecuzione dell’abate Filippo Rivarola, accusato di aver infamato papa Clemente XI diffondendo anche delle pasquinate sul suo conto. L’ex sacerdote è infatti devastato da ben due cancrene provocategli dalle torture subite ed è quasi incosciente a causa di un’altissima febbre. Ma il pontefice aveva spedito “un Camerier segreto ad ordinare che gli si havesse ogni cura, per farlo rihavere, e che poi immediatamente si eseguisse giustizia”. Così alle ore 17:00 si svolge l’esecuzione. Portato in barella sul posto, “fu dal Carnefice tagliato lo spago della mannara, quale non tagliò affatto la testa per essersi mosso il palco; sicché provato a tirar la testa, e vedendola non affatto recisa, [il boia] la terminò di staccare con il coltello”, come riportato da una cronaca del tempo.


[ Sabato, 11 luglio 1711 ]

Esecuzione tumultuosa

Antonio Ranni di Anagni e Filippo Pallone di Montefortino vengono impiccati, squartati ed esposti al pubblico a ponte Sant’Angelo. Durante l’esecuzione una carrozza che cerca di farsi strada in modo irruento tra la folla viene trattenuta da un soldato corso: colpito con la frusta dal cocchiere, il soldato reagisce con la spada. Ne nasce un tumulto che coinvolge tutti i presenti.


[ Martedì, 28 luglio 1711 ]

Trucida esecuzione

Tale Domenico Spallaccino da Orvieto, condannato dal Sant’Ufficio per aver approfittato dell’abito talare per commettere diversi furti spacciandosi per prete, subisce una terribile punizione: “Fu impiccato nel soprad.to luogo [piazza di Campo de’ Fiori] vicino dove suol tenersi la corda pendente, et incontro alle Forche, in Terra fù abbrugiato, messo à sedere sopra uno sgabello, con un palo di ferro dietro, attaccato con una catena al collo, e con il Capestro al Corpo, et incontro tre botticelli di pece, legna da Fornaro, tortori e fascine, spogliato in Camiscia, e sopra la medesima messoci delle pezze impeciate, così circondato fù da lo fuoco, e durò a bruciare dalle 15 alle 23 ore con una puzza orribile”.


[ Mercoledì, 5 agosto 1716 ]

Genesi de “Il Cracas”

Per iniziativa di Luca Antonio Chracas e di suo figlio Giovanni, il primo giornale di Roma inizia le pubblicazioni: si tratta del “Diario di Roma” o “Diario d’Ungheria”, per l’intento originale di informare sulla guerra in Ungheria fra l’imperatore Carlo VI ed il sultano Achmet III. L’iniziativa si rivelerà di successo al punto tale che, alla fine del conflitto nel 1719, il quotidiano diventerà il più importante della città con il nome de “Il Cracas”.


[ Mercoledì, 18 agosto 1717 ]

Feste per la vittoria sui turchi

Fino al 20 agosto. A Roma, per festeggiare la vittoria sui turchi, si cantano i Te Deum (inno cristiano di ringraziamento a Dio) e si svolgono spettacoli di fuochi d’artificio.


[ Lunedì, 13 settembre 1723 ]

Propaganda Fide accusa i gesuiti

Luigi Carafa, segretario della congregazione di Propaganda Fide, dedicata alle evangelizzazioni, invia al generale dei gesuiti Michelangelo Tamburini un decreto nel quale li accusa di essere “incitatori e promotori dell’incarcerazione dei missionari”, nonché disobbedienti alle prescrizioni della Santa Sede.


[ Martedì, 1 maggio 1725 ]

Crollo del portico di San Paolo Fuori le Mura

Il nuovo portico della basilica di San Paolo Fuori le Mura crolla alle 16:45. La causa è dovuta ad un errore di progettazione dello stesso portico. Fortunatamente non si riporta alcun ferito.


[ Lunedì, 14 maggio 1725 ]

La cera della Candelora

Affermando di voler devolvere la somma in beneficenza, papa Benedetto XIII fa vendere a 25 baiocchi alla libbra tutta la cera ricevuta in dono in occasione della Candelora, che solitamente viene utilizzata per l’esposizione del Venerabile alla cappella Paolina.


[ Mercoledì, 19 settembre 1725 ]

Benedetto XIII contro il Lotto

Papa Benedetto XIII rinnova i bandi di uno dei suoi predecessori, Innocenzo XI, che vietavano il gioco del Lotto in tutto lo Stato della Chiesa. Con un apposito editto il pontefice “con paterno zelo e provvida mente”, vieta “in perpetuo il gioco di sorte chiamato volgarmente il lotto di Genova” prevedendo pene corporali e pecuniarie e la scomunica nel caso che lo scommettitore fosse un ecclesiastico. Il papa prevede per sé e per i suoi successori la facoltà di assolvere i colpevoli “praeterquam in articulo mortis” (“oltre il momento della morte”).


[ Martedì, 12 agosto 1727 ]

Costituzione Creditae nobis

Papa Benedetto XIII è deciso a contrastare e debellare in ogni modo la piaga del gioco del Lotto: con la costituzione Creditae nobis inasprisce le pene temporali già dettate dai precedenti editti, introducendo anche pene spirituali. I prelati colti a giocare sono sospesi a divinis (ovvero: dai ministeri divini) mentre i laici vengono scomunicati. Ai colpevoli viene addirittura vietata l’assoluzione in punto di morte, se non autorizzata direttamente dal pontefice o su sua precisa autorizzazione.


[ Giovedì, 4 settembre 1727 ]

Editto contro i baci forzati

Viene emesso un editto che punisce severamente i baci proditori: “Chi tenterà di bagiare violentemente alcuna donna onesta, ancorché non giungi effettivamente al bagio, ma solamente all’abbracciamento o altro atto prossimo al bagio, cascarà nella pena della galera perpetua e nella confiscatione dei beni, e quando ciò segua per fine d’impedire di contrarre matrimonio, s’incorrerà anco la pena della vita ad arbitro di Sua Signoria Illustrissima”.


[ Lunedì, 26 luglio 1728 ]

Lotta al Lotto

Nell’ambito della battaglia al Lotto nello Stato Pontificio, il giurista Girolamo Ercoli pubblica lo scritto “Del giuoco del Lotto, che sia degno d’esser da per tutto proibito, e che giustamente sia stato proibito sotto pena di scomunica con ispecial bolla da Benedetto XIII in Roma et in tutto lo Stato Ecclesiastico”.


[ Mercoledì, 1 giugno 1729 ]

Cure fatte in casa

Nella notte muore l’anziano cardinale domenicano Selleri: nei giorni precedenti si era provocato, grattandosi, delle escoriazioni allo scroto; non volendosi rivolgere ad un medico e seguendo il consiglio di un amico, vi aveva applicato del tabacco spagnolo, provocando una cancrena, da cui la morte.


[ Giovedì, 11 maggio 1730 ]

Tentato suicidio per povertà

Un disperato calzolaio di 55 anni, avversato con la sua famiglia dai debiti e dalla povertà, minaccia di impiccarsi dal Colosseo. Dopo che un sacerdote, passato di lì per case, taglia la corda per impedirne l’estremo gesto, l’uomo viene legato dalle guardie e condotto in carcere.


[ Sabato, 12 agosto 1730 ]

Brodo al posto della cioccolata!

Secondo la cronaca di Francesco Valesio, poiché il costo del cacao è arrivato all’esorbitante cifra di 35 baiocchi alla libbra, nelle caffetterie di Pasquino, Campo Marzio e piazza di Spagna vengono vendute, al posto di quelle di cioccolata ormai troppo costose, tazze di brodo di cappone al modico prezzo di mezzo grosso l’una.


[ Venerdì, 25 maggio 1731 ]

Doti e delazioni

Un editto conferma che le zitelle che ostenteranno abiti di seta e accessori d’oro e argento perderanno il diritto alle doti, le quali saranno invece destinate alle delatrici che denunceranno tali violazioni.


[ Martedì, 31 luglio 1731 ]

Primitiva immunità diplomatica

I rappresentanti di alcuni sovrani a Roma, quello tedesco in particolare, pretendono che i loro connazionali colpevoli di qualche reato che riparino in una chiesa invocando l’immunità, vengano automaticamente lasciati liberi. La Congregazione si riunisce allo scopo di regolamentare la complessa questione: decide che ciò avvenga soltanto la prima volta; se gli stessi dovessero invocare l’immunità una seconda volta, le autorità avranno il diritto di condannarli a qualsiasi pena, esclusa quella capitale. La terza volta non ci sarà invece alcun limite.


[ Mercoledì, 5 settembre 1731 ]

Mendicante oltre modo penitente

Un certo Giovanni da Cosenza, un tempo medico, che da circa 30 anni viveva da mendicante, viene trovato morto. Ogni notte, prima di andare a dormire in una buca presso il Tempio della Pace, percorreva il tragitto delle Sette Chiese. Spogliato dei suoi poveri abiti, viene rivelato il suo estremismo religioso: un cilicio che gli penetrava i fianchi e sulla testa una corona di spine di ferro!


[ Sabato, 26 aprile 1732 ]

Il parto della principessa di Caserta

La sedicenne principessa di Caserta Gaetani Albani a causa di un parto non riuscito, con il feto morto ancora nel ventre, viene data per spacciata dai medici. Il giorno dopo però “essendo stata abbandonata da’ medici la principessa di Caserta per non poter partorire, un certo empirico siciliano di casa Salini si offerse di curarla e, datagli certa polvere in bevanda, si sgravò alle 19 hore d’un bambino morto” (Francesco Valesio).


[ Giovedì, 2 ottobre 1732 ]

Fontana di Trevi

Papa Clemente XII approva, dopo un regolare concorso, il progetto per la realizzazione della fontana di Trevi proposto dall’architetto Nicola Salvi. Il travagliato monumento richiederà in tutto ben 309 anni di lavori: iniziato nel 1453, vedrà il definitivo compimento solo nel 1762, sotto la guida del giovane Giuseppe Pannini, che succederà al Salvi, morto nel 1751.


[ Mercoledì, 9 settembre 1733 ]

Ladro di spade

Francesco Valesio registra che “Sono alcune sere che sono seguiti furti di spade tolte da’ fianchi con grandissima destrezza per la strada, senza potersi rinvenire gli ladri”. Tanto che pochi giorni dopo “Alle 2 della notte precedente fu tolta al Marchese Girolamo Muti dal fianco una bella spada d’argento con tanta franchezza che egli credea fosse una burla”. Si scoprirà in seguito che l’abilissimo ladro altri non era che un giovane disoccupato napoletano, il quale sarà trovato in possesso di una ricca refurtiva.


[ Domenica, 11 ottobre 1733 ]

Ottobrata romana

Il clima a Roma è particolarmente piacevole, tanto che Francesco Valesio annota che “Riesce la stagione molto serena, onde la città è quasi vuota per la quantità delle persone che sono andate alla campagna ed alla villeggiatura”.


[ Lunedì, 11 ottobre 1734 ]

Marchiato a fuoco come ladro

Francesco Valesio scrive una cronaca che registra il primo ed unico caso di una particolare punizione per un ladro: “Questa mattina fu condotto sopra un asino per la città un giovane con cartello in petto «Per rubbare orecchini d’oro alle creature dieci anni in galera»; dopo aver girato per la città fu condotto a Campo di Fiore, dove aveano sotto la corda fatto il palco ed ivi dal carnefice fu con ferro caldo bollato sopra una spalla come ladro, e questo è stato il primo a patire questa pena, non più costumata nella città”.


[ Domenica, 8 maggio 1735 ]

Disastrosa prova di cannoni

La prova di due cannoni realizzati per Castel Sant’Angelo si traduce in un pasticcio: come era prassi, piazzati in un fosso di Testaccio, avrebbero dovuto essere calibrati affinché colpissero monte Testaccio; ma qualche bicchiere di troppo dei bombardieri in qualche osteria della zona provoca l’imperizia di caricare oltremodo i cannoni: una palla cade nel giardino Farnese alla Lungara, uccidendo un giovane che raccoglieva i fiori di melangolo (anche detto arancio amaro); un’altra in una casa a San Salvatore della Malva; una terza colpisce una casa a piazza di Torre Sanguigna; l’ultima contro palazzo Falconieri a via Giulia.


[ Venerdì, 5 luglio 1737 ]

Decadenza della nobiltà

Una nota del cronista Francesco Valesio recita che oggi viene affissa una notifica secondo la quale “si dichiara inabile ad ogni contratto il principe Lancellotti giovane, che ha per moglie la Lanti, giovane sciocco e non dedito ad altro che a’ birocci e cavalli, siccome è tutta la nobiltà in questi infelici nostri tempi”.


[ Martedì, 30 luglio 1737 ]

Incendio in monastero

Nel monastero dei Santi Domenico e Sisto scoppia un incendio provocato da un fuoco alimentato eccessivamente dalle converse impegnate a cucinare le ciambelle per la prossima festa del loro patrono. Sul posto accorre una grande folla, formata per lo più dai rappresentanti della nobiltà romana, e non in modo disinteressato: quasi tutte le monache del convento appartengono alle loro famiglie.


[ Venerdì, 2 agosto 1737 ]

“Dirty dancing” alla papalina

Un cronaca di Francesco Valesio riporta che “Si era introdotto l’abuso, ora che per il caldo la gente gira la notte per la città, che in piazza di Spagna e sopra il Monte Pincio si facevano balli con suoni tra uomini e donne, non conoscendosi l’un l’altro, il che venuto a notizia del Cardinal Vicario, vi ha mandato gli suoi esecutori ed è stato tolto l’abuso”.


[ Sabato, 3 agosto 1737 ]

“Non c’è pace” in tempo di pace

Secondo una cronaca di Francesco Valesio, alla notizia ufficiosa che alcuni buoni emessi dalla Zecca stavano per essere ritirati, inizia una frenetica ricerca degli stessi arrivando a pagarli un giulio (moneta pontificia emessa all’epoca di papa Giulio II) l’uno. La curiosità è legata al motivo del ritiro: per volontà del monsignor Casoni, presidente della Zecca, i buoni riportavano il motto “non est pax” (“Non c’è pace”), malgrado fosse stata raggiunta la pace tra i principi d’Europa.


[ Giovedì, 11 settembre 1738 ]

Auto evirazione

Una nota del cronista Francesco Valesio racconta che “Essendo da qualche mese travagliato dalla tentazione della carne un padre riformato di S. Francesco a Ripa, e destinato alle missioni in Albania e perciò per apprendere la lingua era nel convento di S. Pietro in Montorio, giovane di circa 30 anni, di santi costumi e ripieno di scrupoli, questo oggi, sorpreso dalla tentazione dopo compieta [ultime preghiere della liturgia quotidiana], andato in camera, con un rasoio si tagliò la parte virile, del che avvedutisi i frati, lo mandarono a curare nel convento di S. Francesco a Ripa”.


[ Martedì, 30 settembre 1738 ]

Nuove tasse per i conciatori di pelli

Una cronaca di Francesco Valesio racconta il rientro di una possibile crisi di conciatori e calzolai, i quali minacciano reazioni: “Per un aggravio posto a coloro che conciano le pelli, questa mattina chiusero le botteghe, onde ne seguì un gran sussurro, minacciando i calzolai di licenziare i lavoranti, ma avendo fatto ricorso al Card. Camerlengo, le cose ritornarono allo stato primiero”.


[ Sabato, 2 maggio 1739 ]

Assassini giustiziati

In campo Vaccino Leone Baiardi e Leonardo Morelli vengono giustiziati per una serie di omicidi: i due trovavano i braccianti che disponevano di denaro tra quelli che si radunano la mattina a piazza Montanara per lavorare a giornata e dopo averli portati fuori città con la scusa di qualche lavoro, li derubavano dopo averli uccisi a colpi di accetta.


[ Giovedì, 21 maggio 1739 ]

La fama degli italiani

Gli italiani hanno in Francia fama di essere avari e poco altruisti. Ma uno scritto dell’erudito Charles de Brosses, in viaggio a Roma, cita: “Ho avuto spesso occasione di confrontare il fasto dei due paesi e, a dirla con franchezza, quello degli italiani mi sembra infinitamente più sontuoso, più nobile e gradevole, più utile e magnifico”.


[ Domenica, 28 giugno 1739 ]

“Quarche disgrazzia ha d’accadè pe’ forza…”

Durante la festa romana dell’esplosione della girandola in occasione della vigilia dei santi Pietro e Paolo, un famoso medico Toppi, di 70 anni, colpito da un recipiente caduto da un balcone e cadendo all’indietro, muore dopo aver battuto il capo a terra. Ma nessuno si stupisce delle occasionali tragedie che si verificano durante i vari festeggiamenti a Roma; tale fatalismo viene disinvoltamente commentato, in occasione di un altro simile episodio, dal poeta Belli: “Quarche disgrazzia ha d’accadè pe’ forza / e pe’ grazzia de dio s’è sempre intesa”.


[ Martedì, 1 settembre 1739 ]

Fuga d’amore stroncata

Sfortunata fuga d’amore: l’abate Boviglier, figlio dell’ambasciatore di Francia, ed una famigerata prostituta nota come l’Ottonarina scappano da Roma e raggiungono Firenze, accompagnati dalla madre e dal patrigno di lei. Malgrado trovino un vicario disposto a sposarli, vengono tutti arrestati e riportati a Roma per essere poi rinchiusi a Castel Sant’Angelo.


[ Sabato, 5 settembre 1739 ]

Prostituta uccide uno straniero

Il cronista Francesco Valesio racconta: “Nella notte precedente una meretrice nella strada de’ Spada appresso Ponte Sisto [al Rione Regola], venuta in contesa con un forestiero, gli diede nel petto con spillone da testa in sì fatta maniera che dopo mezz’ora morì”. Non potendo risalire all’identità dell’uomo, il cadavere viene fatto girare nelle piazze nella speranza che qualcuno lo riconosca.


[ Sabato, 24 ottobre 1739 ]

Punizioni pubbliche

Pubbliche punizioni a Roma raccontate da Francesco Valesio: “Questa mattina fu data la corda [legare i polsi del condannato dietro la schiena per poi sollevarlo con la stessa corda e lasciarlo sospeso a mezz’aria] a quattro persone al Corso ed il giorno alle 22 ore a un ebreo matarazzaro che avea poste le mani in petto ad una giovane cristiana”.


[ Sabato, 27 agosto 1740 ]

Donne punite dalla Legge

Il diarista Francesco Valesio riporta che “Questa mattina furono condotte per la città sopra asini tre donne per colpe diverse: una vecchia frustata per sensale [mediazioni] d’amore, due giovani, una, già serva del cavaliere Renzoli, per eredità espilata ed essersi rivoltata alla corte. E l’altra per concubinato e queste condannate per tre anni alle carceri di Ripa”.


[ Giovedì, 29 giugno 1741 ]

Chinea in difficoltà

In una nota il diarista Francesco Valesio racconta che l’animale che stava eseguendo la Chinea (cerimoniale di tributo di Napoli a Roma) inciampa sui gradini entrando in San Pietro: sarà necessario l’intervento di un falegname che, posando il proprio zinale (grembiule) sul marmo, consentirà agli zoccoli dell’equino di “aggrapparsi” sul marmo e rialzarsi.


[ Giovedì, 14 settembre 1741 ]

Esemplare esecuzione

Giovanni Sebastiani, un giovane macinatore di colori romano, con la complicità dello scarpellino Lorenzo Tulli, aveva ucciso e derubato un amico comune. Dopo aver confessato il delitto, Sebastiani viene condannato, ucciso, scannato e fatto in quarti in piazza Santa Maria del Popolo, dove è radunata una folla enorme di popolani. Come monito, la testa del giustiziato viene esposta sopra Porta Angelica. Il Tulli, malgrado sia stato sottoposto a tortura, si rifiuta di ammettere la sua colpevolezza e per questo viene condannato all’ergastolo nelle prigioni di Civitavecchia, ma solo dopo essere stato costretto ad assistere alla spaventosa esecuzione del compare.


[ Lunedì, 24 settembre 1742 ]

Conservazione del Monte dei Cocci

Viene emesso un editto con il quale si vieta lo scavo e l’asportazione di terra e frammenti di terracotta dal Monte dei Cocci a Testaccio, atti definiti dannosi al buon mantenimento delle grotte per il vino e per la preservazione “di una antichità così celebre”.


[ Venerdì, 25 luglio 1749 ]

Predicatore carismatico

Invitato a Roma da papa Benedetto XIV per preparare i fedeli al prossimo Anno Santo, il carismatico predicatore Leonardo di Porto Maurizio conclude trionfalmente la sua settimana di predicazioni in città con una omelia a cui assistono ben 100.000 persone, partecipazione incredibile considerato che la popolazione di Roma conta circa 150.000 abitanti!


[ Mercoledì, 1 settembre 1756 ]

Estremo rimedio contro gli omicidi

Per contrastare il numero sempre più crescente di omicidi nello Stato Pontificio, il segretario di Stato Alberico Archinto autorizza con un editto che quanti fossero colti in fragrante siano “impunemente” uccisi.


[ Lunedì, 15 ottobre 1764 ]

Edward Gibbon e la decadenza dell’Impero romano

Durante la sua visita a Roma, lo scrittore e storico inglese Edward Gibbon si ritrova ad ammirare un gruppo di frati scalzi che cantano dei vespri nelle rovine del Tempio di Giove: l’episodio gli sarà di ispirazione per la sua opera più importante, “Storia della decadenza e caduta dell’Impero romano”. La sua opinione è che l’Impero cadde sotto le invasioni barbariche a causa della perdita di senso civico da parte dei sudditi romani.


[ Giovedì, 18 settembre 1766 ]

Gesuiti fomentatori di rivolte

Dopo la rivolta di Madrid, la conclusione dell’inchiesta del Governo spagnolo è che la stessa sia stata fomentata dai Gesuiti ed emette quindi un’ordinanza nella quale ordina a tutto il clero di non immischiarsi negli affari politici e di Stato.


[ Sabato, 5 agosto 1769 ]

Pensione per i meno abbienti

Un chirografo (documento scritto e firmato di propria mano) emesso da papa Clemente XIV, istituisce una pensione per le “persone miserabili o per infermità o per età avanzata o impedite o in stato pupillare [di minore età, ndr]”.


[ Martedì, 2 ottobre 1770 ]

Tutela delle valche della Caffarella

Viene emesso un editto a tutela delle valche (termine che etimologicamente fa riferimento al movimento dei rulli utilizzati per lavare la lana) per la lavorazione dei tessuti della Caffarella, in particolare di quella nei pressi della via Appia condotta dai padri Cappuccini: i contadini che lavorano i terreni adiacenti sono obbligati allo spurgo dell’alveo, al suo allargamento, e alla liberazione delle sponde da alberi e piante.


[ Mercoledì, 8 maggio 1771 ]

Enciclopedia Britannica

Alla voce “Roma”, la prima edizione dell’Enciclopedia Britannica cita: “Roma, capitale degli stati pontifici e d’Italia, e, anticamente signora dell’Impero Romano. Roma è certamente una vasta e bella città, ma che non può essere paragonata all’antica Roma; le strade sono spaziose e costruite con fasto; essa ha 5 ponti sul Tevere, 20 porte, 300 chiese e un gran numero di palazzi, conventi, archi trionfali, colonne, obelischi, statue, teatri…”.


[ Sabato, 20 giugno 1778 ]

Vietato il sesso all’aperto

Su iniziativa di papa Pio VI un bando vieta che nella notte precedente alla festività di San Giovanni Battista ci si rechi alle vigne e ai giardini di Monte Testaccio per “recar scandalo o dar motivo di credere ciò farsi” (insomma: fare sesso). Per gli uomini colpevoli si paventano “tre tratti di corda da darsi loro in pubblico e di scudi cinquanta ed altre pene ad arbitrio, secondo la qualità delle persone”. Per le donne “pene gravi, anche corporali ad arbitrio”.


[ Sabato, 1 luglio 1780 ]

Corride romane

Come da tradizione nel Corea, come veniva chiamato dai cittadini il mausoleo d’Augusto, si svolge la versione romanesca delle corride. Come descritto dai manifesti che invitavano tutti allo spettacolo al modico prezzo di 10 baiocchi, “Gran giostra al Mausoleo d’Augusto. Se tutte le giostre seguite finora sono state di massima soddisfazione al Pubblico, per ferocia delle Bestie…, in questa l’Impresa pone tutto il suo impegno affinché riesca una delle più brillanti”, promettendo premi a chiunque fosse riuscito ad immobilizzare i tori o a restare loro in sella per un tempo determinato, ed i vincitori venivano considerati dei veri e propri eroi. La pratica verrà abolita nel 1829.


[ Venerdì, 8 giugno 1787 ]

Goethe nuovamente a Roma

Lo scrittore Johann Wolfgang von Goethe, di nuovo a Roma, va ad abitare in via del Corso nell’edificio che diventerà il Museo “Casa di Goethe”. Durante questo soggiorno riscriverà in versi l’Ifigenia in Taunde, porterà a termine l’Egmont, lavorerà al Wilhelm Meister, comporrà le Elegie Romane e riporterà nel suo Viaggio in Italia tutte le impressioni sulla città.


[ Venerdì, 4 luglio 1794 ]

Divieto alla libera circolazione dei… maiali

Un bando comunale recita che “Per il mantenimento della pulizia e decoro della città di Roma, si proibisce che nessuno di qualunque stato grado e conditione, ancorché Ecclesiastico, ritenga in avvenire Porci con lasciarli correre vacando, e permettere in qualsi voglia modo che vadino scorrendo e vagando per la città di Roma e sue strade e per ciascuna di esse in qualsivoglia luogo”.


[ Venerdì, 5 settembre 1794 ]

Troppi porci per Roma!

Dopo il bando di luglio, evidentemente inefficace, a causa del numero esagerato di maiali che vagano per le strade di Roma, viene emesso un apposito editto che ne vieta ai padroni la circolazione per la città.


[ Sabato, 9 luglio 1796 ]

Miracolo degli occhi della Vergine

Vengono registrate diverse testimonianze secondo le quali miracolosamente gli occhi della Madonna nelle immagini presenti nelle chiese, nelle case e nelle strade si muovono palesemente.


[ Martedì, 10 luglio 1798 ]

Miracolo scatena tafferugli

Nella mattinata alcune donne affermano di aver visto muovere gli occhi del Bambinello in braccio alla Vergine nell’immagine all’ingresso di palazzo Bonaccorsi a piazza Colonna. In serata una lite sul fatto tra un liberale ed un prete scatena dei tafferugli che inducono le forze dell’ordine al presidio dell’immagine.


[ Sabato, 14 luglio 1798 ]

Commemorazione della Rivoluzione francese

Bruciando il Libro d’Oro Capitolino della nobiltà e le sentenze del Sant’Uffizio, a piazza di Spagna viene rievocata la presa della Bastiglia con tanti alberi della Libertà.


[ Giovedì, 23 aprile 1801 ]

Ludibrio di democratico

Un monticiano accusato di bestemmie e di affermazioni pubbliche troppo democratiche, viene mostrato per Roma a cavalcioni di un somaro, esponendolo ai fischi e agli insulti della gente.


[ Sabato, 24 settembre 1803 ]

Battesimo papale

Papa Pio VII in persona officia nella cappella di Palazzo Colonna la solenne cerimonia del battesimo alle due principessine sabaude figlie di Maria Teresa, arciduchessa d’Austria, e del re di Sardegna Vittorio Emanuele I. I nomi loro imposti sono Maria Teresa Ferdinanda Felicita Giuseppa e Marianna Ricciarda Carolina Gaetana Margherita.


[ Domenica, 22 aprile 1804 ]

Mostra di esemplari esotici

A via degli Orfanelli vengono mostrati esemplari esotici: un uomo selvaggio, due tigri, una pantera, una scimmia cappuccino, un pellicano, un castoro, un mandrillo e vari uccelli.


[ Giovedì, 13 agosto 1807 ]

Luminare dell’oculistica a Roma

Il quotidiano “Il Cracas” riporta la notizia che “Il professor Duchelard, Oculista di più ospedali di Francia, è giunto a Roma. Quest’oculista ha un merito speciale di fare l’operazione della cataratta per estrazione. Non impiega più che un minuto a rendere la vista ai ciechi, quand’anche fossero tali di nascita. Per i poveri questuanti opera per carità e con l’altre persone a discrezione del loro stato. Alloggia alla locanda di Monsieur Damont, nella strada della Croce, vicino a piazza di Spagna, ove si fermerà per quindici giorni”.


[ Mercoledì, 19 luglio 1809 ]

Sepolture fuori Roma

La Consulte Extraordinaire pour les Etats Romains (organo di controllo nello Stato Pontificio del dominio francese) vieta esplicitamente le sepolture all’interno delle chiese, obbligando da ora in poi le tumulazioni in “cimiterj situati fuori il recinto della città di Roma”.


[ Domenica, 27 ottobre 1811 ]

Pallone aerostatico a Roma

Dall’Anfiteatro Corea, l’arena costruita sui ruderi del Mausoleo di Augusto, si alza in volo il pallone aerostatico francese dell’intrepida signora Blanchard. Si solleva di qualche metro, sfiora i tetti di Ripetta per poi ricadere appena fuori Porta del Popolo.


[ Lunedì, 19 maggio 1817 ]

Esecuzione ad opera di Mastro Titta

Come annotato da Mastro Titta, che aveva l’abitudine scrupolosa di tenere traccia nel suo taccuino delle sue esecuzioni, vengono decapitati per rapina e omicidi vari Francesco Trani, Felice Rocchi e Felice De Simoni. George Gordon Byron, che si trova a Roma, assiste all’evento e annota: “Questa esecuzione mi ha messo addosso un tal tremito che quasi non riuscivo a tenere il binocolo da teatro”.


[ Venerdì, 18 luglio 1817 ]

Fonte dell’Acqua Acetosa

I risultati dell’analisi compiuta su un campione d’acqua della fonte Acetosa eseguita dal dottor Domenico Morichini vengono pubblicati, confermandone la bontà. La stessa iscrizione posta sopra la fonte recita “Renibus et stomacho, sleni corique medetur / mille malis prodest ista salubris aqua”, sottolineando come l’acqua sia una vera e propria panacea per lo stomaco, per i reni, per la milza, per il fegato e per tant’altro.


[ Venerdì, 29 agosto 1817 ]

Regolamentazione nei teatri

In una delle sue permanenze a Roma, Stendhal scrive una nota relativa al regolamento del mantenimento dell’ordine nei teatri: “Mi diverto a leggere il regolamento di Polizia. Il governo conosce i suoi polli: sono leggi atroci. Cento bastonate, somministrate all’istante sul cavalletto eretto in permanenza a piazza Navona, per lo spettatore che occupi il posto di un altro; cinque anni di galera per chi alza la voce contro la maschera del teatro”. La notazione era per rimarcare, ancora una volta, la rinomata insofferenza dello scrittore francese nei confronti della “Roma [al potere] dei preti”.


[ Sabato, 24 ottobre 1818 ]

Condanne per carbonari

Essendo implicati nei moti di Macerata del 1817, altri carbonari vengono giudicati dal Tribunale di Roma: cinque di loro sono condannati a morte e altri due al remo perpetuo. Ma papa Pio VII commuta le condanne a morte in remo perpetuo e quelle al remo perpetuo in 20 anni di carcere.


[ Sabato, 17 novembre 1821 ]

Crollo del Teatro Valle

Durante una delle sue frequenti visite al cantiere del nuovo Teatro Valle che si sta costruendo sulle rovine del vecchio, l’architetto Giuseppe Valadier nota la lesione di un’arcata. Purtroppo è troppo tardi: nella notte l’intera struttura crolla, causando il passaggio della direzione dei lavori all’architetto Gaspare Salvi.


[ Venerdì, 6 settembre 1822 ]

Vacche in fuga

Una cronaca racconta la fine di una tradizione goliardica dei romani: “Nella notte di ciascun giovedì, era costume introdurre in Roma per porta del Popolo le cosiddette ‘capate delle vaccine’ per poi condurle sciolte nei macelli, che sino al 1825 erano entro la città; a poco a poco s’introdusse l’uso di andar molta gente a Piazza del Popolo a vedere entrare le suddette capate e di accompagnarle poi con le carrozze e altri legni, spaventando e mettendo spesso in fuga per questo corteggio le povere bestie. I conduttori reclamavano fortemente, ma Roma voleva divertirsi e si divertiva. Nella notte dal 6 settembre 1822 il Governo mandò colà molta forza di cavalleria e fanteria per impedire la gazzarra, ma questa non venne sradicata del tutto se non quando finalmente fu inaugurato il mattatoio pubblico, fuori di porta del Popolo stessa, con gran dispiacere del volgo che si divertiva molto a questi spettacoli”.


[ Domenica, 15 giugno 1823 ]

Omicidio e suicidio per gelosia

Una giovane balia e suo marito farmacista vengono trovati morti in un lago di sangue nella stanza che la donna occupa prestando servizio a palazzo Nuñez (oggi palazzo Torlonia), in via Bocca di Leone. Secondo la versione ufficiale, il farmacista avrebbe ucciso la moglie perché al momento del matrimonio non l’aveva trovata vergine, per poi suicidarsi. Ma la versione sulla bocca di tutti sostiene che il farmacista fosse geloso del principe Girolamo, re di Vestfalia e fratello di Napoleone, il cui figliolo è affidato alla prosperosa balia, il quale avrebbe goduto delle grazie della donna in cambio di denaro.


[ Martedì, 15 luglio 1823 ]

San Paolo Fuori le Mura in fiamme

Per due giorni un incendio divampa nella basilica di San Paolo Fuori le Mura; uno stagnaio per sbadataggine dimentica acceso il fuoco che aveva usato per lavorare sulle grondaie del tetto della navata centrale, originando il rogo. La basilica verrà distrutta quasi completamente, facendo perdere per sempre lo splendore delle decorazioni e l’oro dei mosaici che le avevano fatto meritare la fama dell’edificio religioso più bello di Roma.


[ Martedì, 27 luglio 1824 ]

Visita a sorpresa alla Carceri Nuove

Senza alcun preavviso, papa Leone XII si reca per una verifica alle Carceri Nuove, dove “le visitava in ogni parte ancor più recondita, saggiava il vitto, osservava la nettezza e tutto il resto e dava quindi ordini per le nuove cose”.


[ Venerdì, 3 agosto 1827 ]

L’ultima di Stendhal a Roma

L’ultimo soggiorno dello scrittore francese Stendhal a Roma ha inizio: durerà fino al 1829. “È questa la sesta volta che entro nella città eterna, e tuttavia il mio cuore è profondamente agitato. È uso così immemorabile tra la gente che pecca d’affettazione di doversi commuovere arrivando a Roma, ch’io quasi mi vergogno di quel che scrivo” è uno dei passaggi del suo libro “Passeggiate romane”, che immortalerà le sue varie permanenze nella città.


[ Sabato, 18 agosto 1827 ]

Stendhal critico del travertino

Dalle sue stesse note, emerge una curiosa critica da parte dello scrittore francese Stendhal, peraltro ammiratore dichiarato e sperticato delle eterne bellezze romane: “Il Colosseo è costruito quasi per intero con blocchi di travertino, pietra assai brutta piena di buchi come il tufo, d’un bianco che tira al giallo e che è fatta venire da Tivoli. L’aspetto di tutti i monumenti di Roma sarebbe ben più gradevole al primo colpo d’occhio se gli architetti avessero avuto a loro disposizione la bella pietra da taglio adoperata a Lione o a Edimburgo, oppure il marmo con cui è stato fatto l’anfiteatro di Pola [in Dalmazia]”.


[ Mercoledì, 5 settembre 1827 ]

Divieto di tessuti di manifattura estera

Ai cittadini, ai prelati e a chiunque altro riceva un qualsiasi compenso dall’erario dello Stato Vaticano viene fatto divieto assoluto dall’utilizzare tessuti di fabbricazione estera: è quanto decretato da un editto del Segretario di Stato.


[ Venerdì, 9 maggio 1828 ]

Processo per l’attentato al cardinale Rivarola

A Faenza, il processo ai presunti colpevoli dell’attentato del 1826 al cardinale Agostino Rivarola si conclude con la condanna a morte per il calzolaio Luigi Zanoli, il fornaio Angelo Ortolani, il barbiere Gaetano Montanari, il cappellaio Gaetano Rambelli e l’ebreo Abramo Isacco Forti.


[ Sabato, 31 maggio 1828 ]

Colosseo in costruzione!

Divertente annotazione dello scrittore francese Stendhal, in soggiorno a Roma: qualche giorno prima, un inglese a cavallo, entrato nel Colosseo superando la sorveglianza e vedendo decine di muratori al lavoro per mettere in sicurezza dei muri indeboliti dalla pioggia, esclama: “Perdio! Il Colosseo è ciò che ho visto di meglio a Roma. Questo edificio mi piace; sarà magnifico quando l’avranno finito”. Credeva che quei muratori lo stessero costruendo…


[ Lunedì, 7 luglio 1828 ]

Stendhal detesta Donizetti

Durante la sua permanenza a Roma, lo scrittore francese Stendhal esterna senza mezzi termini la sua insofferenza per la musica di Donizetti: “La signora Lampugnani mi ha condotto a un concerto che dava la signora Savelli. La musica era volgare, il che non mi ha sorpreso. È di Donizetti, uomo che mi perseguita dappertutto… La musica era nauseabonda e io ho fatto conversazione”.


[ Venerdì, 22 maggio 1829 ]

Attività sismica del vulcano dei Colli Albani

Inizia oggi un periodo di attività sismica del vulcano dei Colli Albani, che si protrarrà fino al mese di luglio. Si verificheranno circa 300 forti scosse e quelle più intense verranno avvertite anche a Roma.


[ Giovedì, 24 settembre 1829 ]

Processo a carbonari

Il sacerdote Giuseppe Picilli viene condannato a morte dalla Commissione Speciale di Roma per il reato di costituzione di società segreta, ma papa Pio VIII lo “grazia” con il carcere a vita. Altri 26 carbonari vengono condannati a varie pene penitenziarie.


[ Venerdì, 8 luglio 1831 ]

Varie (070801)

Costituita da 15 membri nominati dallo stesso pontefice, papa Gregorio XVI istituisce una Camera di Commercio.

Le cronache registrano qualche apprensione da parte delle forze dell’ordine per la sfilata a piazza Venezia e zone limitrofe di un assembramento di persone piuttosto rumorose, “armate” di banderuole e fascine ardenti: ma festeggiavano semplicemente l’ennesimo matrimonio di una signora di oltre 70 anni con un ragazzo di 23 anni!


[ Martedì, 19 giugno 1832 ]

Facoltà di Legge

Dopo la chiusura della facoltà di Legge alla Sapienza, spostandola nel convento della Pace, il Governo indice una giornata di vacanza, prevedendo che in occasione dell’ultimo giorno di lezioni gli studenti abbiano in mente di commettere per protesta “delle insolenze, come di schiodare i banchi, ecc”. Ma devono intervenire i Carabinieri per far uscire dai locali professori e studenti che non ne erano a conoscenza.


[ Martedì, 26 giugno 1832 ]

Muore Ghetanaccio

Il famoso burattinaio romano Gaetano Santangelo, noto come Ghetanaccio, muore. “[…] era un celebre burattinaro; arto, palido, vestito cor un sacchetto de cottonina e con un baretto co’ la visiera che je copriva la capoccia: e una fame, poveraccio, che se la vedeva coll’occhi”: così lo descrive il celebre poeta Giggi Zanazzo.


[ Lunedì, 9 settembre 1833 ]

Varie (090901)

Vengono avviati gli scavi al Pantheon per verificare l’effettiva presenza della tomba di Raffaello. Alla presenza del notaio Apolloni e di alte personalità della Congregazione dei Virtuosi del Pantheon, dell’Accademia di San Luca e dell’Accademia di Archeologia, 5 giorni dopo vengono rinvenute delle ossa che si ritengono appartenere a Raffaello, teschio compreso. La precisazione relativa alla presenza della testa si deve al fatto che si era sempre ritenuto che il cranio del grande artista fosse quello custodito presso l’Accademia di San Luca, il quale si scoprirà in seguito appartenere ad un canonico membro della stessa Accademia. Nei giorni seguenti si appurerà che i resti del Pantheon appartengono a diverse persone. Ma proseguendo gli scavi e rimuovendo addirittura l’altare della Madonna si arriverà, il 14 dello stesso mese, alla scoperta di uno scheletro intero, che verrà attribuito con sufficiente verosimiglianza al grande artista.

La prima assoluta del “Torquato Tasso” di Donizetti va in scena al Teatro Valle.


[ Venerdì, 4 settembre 1835 ]

Allarme colera

La morte di un russo con “sintomi Cholerici” avvenuta nella locanda Petrini in zona Babuino dove alloggiava, provoca grande allarme a Roma. Malgrado i successivi accertamenti dimostrino che le cause della morte sono tutt’altre, la preoccupazione non termina tanto che tra i romani va a ruba il composto di un farmacista francese di Nimes che si crede possa guarire 29 colerici su 30; questa la ricetta del “miracoloso” farmaco: “1 oncia di corallina [un’ alga rossa] tenuta in fusione per 24 ore in 4 oncie d’acqua e passata pe panno, due oncie di olio d’oliva sopraffino, mezz’oncia di agro di limone, due cucchiai di zucchero fino, due detti di acqua di fior d’arancio”.


[ Venerdì, 25 settembre 1835 ]

Un Belli entusiasta

Dopo aver assistito al Teatro Valle alla rappresentazione della commedia “Il padre e la figlia” del drammaturgo francese Eugène Scribe, Gioachino Belli scrive entusiastiche lodi: “Sì, è stata una commedia troppo corta / Ma è stata una commedia accussì bella, / Ch’io pe sentilla ar monno un’artra vorta / Me ce farebbe strascinà in barella”. Particolarmente ammirata l’interpretazione dell’attrice milanese Amalia Bettini, protagonista della commedia: “La parte de sta fija tanta cara, / Senti, la recitò ‘na certa Amalia, / Un angelo de dio, ‘na cosa rara”.


[ Sabato, 2 luglio 1836 ]

Sepolture a San Lorenzo fuori le Mura

Tutte le sepolture devono essere effettuate nel nuovo cimiterio di San Lorenzo fuori le Mura: è quanto decretato dal cardinale vicario con una apposita circolare. Da tale obbligo sono esentate le tumulazioni di papi, cardinali, nobili sovrani e vescovi purché fatte con casse di piombo.


[ Martedì, 1 agosto 1837 ]

Processione contro il colera

Fino al 4 agosto. Il colera fa registrare a Roma 12 morti. Per invocare la fine della diffusione del morbo, il cardinal vicario organizza una processione alla chiesa di Santa Maria Maggiore, “se mai fosse vero che circola [il morbo] nella città”.


[ Venerdì, 1 settembre 1837 ]

Azioni contro il colera

Fino al 10 settembre. Si provvede “allo spurgo e alla manutenzione delle chiaviche [fogne] di Roma” al fine di contrastare la diffusione del colera che va da Roma fino alla costa tirrenica.


[ Sabato, 27 luglio 1839 ]

Crollo nel monastero della Nunziatina

Intorno alle ore 21:00 crolla una parte del monastero della Nunziatina all’arco dei Pantani, proprio dove si trova l’infermeria. Diverse monache rimangono sepolte dalle rovine: alcune moriranno, altre verranno tratte in salvo.


[ Sabato, 20 giugno 1840 ]

Atroce delitto

Di ritorno a casa in serata, un orologiaio trova la moglie, incinta di circa sette mesi, morta per strangolamento e la bottega svaligiata. Gli autori del delitto sono la loro servitrice, sua madre che viveva in casa per bontà dei padroni, suo padre ed un altro sconosciuto, tutti spariti.


[ Sabato, 24 ottobre 1840 ]

Funerali della principessa Borghese

Il diarista Agostino Chigi, raccontando i funerali della principessa Borghese, fa emergere l’affetto del popolo nei suoi confronti: “Questa sera è stato trasportato a Santa Maria Maggiore il corpo della Principessa Borghese; la carrozza dove era il corpo, era tirata a mano spontaneamente (oltre i cavalli) da molte persone; una quantità di gente di ambedue i sessi la seguiva recitando ad alta voce il Rosario, in riconoscenza delle sue virtù, e specialmente della sua carità: il che ha prodotto una commozione generale nella immensa quantità di popolo, che era accorso nella strada al passaggio del convoglio funebre”.


[ Sabato, 28 maggio 1842 ]

Orribile delitto

Un prete genovese di cognome Abbo viene tradotto a Castel S. Angelo tra il disprezzo e lo sdegno dei romani: è colpevole della morte di un ragazzo tra gli otto e i 10 anni suo convivente, dopo averlo orribilmente seviziato.


[ Martedì, 26 luglio 1842 ]

Secondo obelisco a Villa Torlonia

In occasione della festa di Sant’Anna, alla presenza della nobiltà e del popolo, si svolge la cerimonia per l’erezione del secondo obelisco di Villa Torlonia, dedicato ad Anna Maria, moglie di Giovanni Torlonia.


[ Sabato, 29 luglio 1843 ]

Esordio di una trebbiatrice

Secondo le cronache, nella tenuta detta la Casa Rossa fuori porta Maggiore, viene sperimentata una macchina per triturare e spagliare il grano, guidata da un pilota inglese. Il collaudo si rivela un successo.


[ Domenica, 11 maggio 1845 ]

Nasce Ettore Roesler Franz

Ettore Roesler Franz, che sarà tra i più noti acquarellisti italiani, nasce al numero 85 di via Condotti. Di famiglia dalle chiare origini tedesche, avrà il merito di fornire ai posteri un’incomparabile testimonianza storica della Roma dell’epoca.


[ Martedì, 23 giugno 1846 ]

Sorveglianza dei costumi (letteralmente)

I Carabinieri devono tenere sotto controllo “non solo alla custodia degli effetti degli intervenuti, ma altresì al decente e morigerato loro contegno”: è quanto prescrive un’ordinanza comunale sui bagni fluviali.


[ Giovedì, 16 luglio 1846 ]

Pio IX perdona i patrioti italiani

Ad un mese dalla sua elezione, papa Pio IX concede l’amnistia ai colpevoli di delitti politici, facendo uscire di prigione 400 carcerati e consentendo il ritorno in patria ad altrettanti esiliati. Secondo una cronaca, saputa la notizia, “si è adunata molta gente sulla piazza di Monte Cavallo prorompendo in applausi ed evviva; e il papa si è affacciato alla loggia del palazzo, dando la benedizione”, con un rinnovato impulso al movimento unitario italiano.


[ Martedì, 8 settembre 1846 ]

Ciceruacchio onora Pio IX

Papa Pio IX si reca in visita a Santa Maria del Popolo. Per ringraziarlo dell’amnistia che ha concesso poco dopo la sua elezione a tutti i condannati politici, su iniziativa del capopopolo Angelo Brunetti detto Ciceruacchio, il percorso dal Quirinale fino alla chiesa è colmo di bandiere, arazzi, epigrafi, fiori e fiaccole per concludersi poi con una scritta che campeggia a Porta del Popolo: “Onore e gloria a Pio IX, cui bastò un giorno per consolare i sudditi e meravigliare il mondo”.


[ Domenica, 16 maggio 1847 ]

Festa dell’Ascensione

In occasione dell’Ascensione, festa che ricorda la salita di Gesù in cielo, al ritorno di papa Pio IX a Monte Cavallo dalla consueta benedizione alla Cappella di San Giovanni in Laterano, viene accolto da una grande folla che, quando il papa si affaccia per dare la benedizione, lancia in aria mazzi di fiori che ricadono con una pioggia di petali, tra l’applauso generale.


[ Martedì, 22 giugno 1847 ]

Notifica contro le manifestazioni popolari

Una Notifica della Segreteria di Stato che invita la cittadinanza a “porre un termine alle insolite popolari riunioni e alle straordinarie popolari manifestazioni” viene affissa sui muri di Roma.


[ Domenica, 4 luglio 1847 ]

Pranzo per calmare gli animi

Secondo le cronache, viene organizzato un pranzo all’aperto per i romani a Tor di Quinto, allo scopo di calmare alcune agitazioni: quella del popolo contro gli ebrei ai quali si vorrebbe consentire di abitare provvisoriamente fuori dal Ghetto; e quella dei vetturini disoccupati, contro gli abruzzesi che esercitano in città la loro professione.


[ Domenica, 3 ottobre 1847 ]

Posteggio delle vetture

In una cronaca Agostino Chigi racconta di un ordinamento sul posteggio delle carrozze, non troppo seguito: “In seguito di una Notificazione del cardinale Prefetto di Acqua e strade, cominciando da oggi tutte le vetture di piazza dovranno collocarsi in fila nei siti ed ai numeri loro assegnati, ed in piazza Colonna il posto assegnato è lungo la facciata nostra [di palazzo Chigi], ove sono stati scritti i numeri. In fatto però niuno si è informato all’ordine, e le vetture (che sono venute in minor numero del consueto), si sono collocate sulla piazza ad arbitrio, come hanno fatto fin ora”.


[ Mercoledì, 13 settembre 1848 ]

Esordio de “Il Rugantino”

Esce il primo numero del giornale romanesco “Il Rugantino”, fondato da Odoardo Zuccari con l’esplicita intenzione di comportarsi da “criticante politicone ficcanaso” come il personaggio a cui il nome si ispira. La pubblicazione raggiungerà il massimo splendore alla fine del XIX secolo sotto la guida del poeta Giggi Zanazzo.


[ Domenica, 29 ottobre 1848 ]

Presagi di “48”

Da una cronaca di Agostino Chigi: “Ieri sera in seguito di rissa tra Ebrei e civici una numerosa truppa di popolo fece irruzione nel Ghetto, minacciando incendio, sfascio di botteghe, ecc. ecc. e fu necessario farvi accorrere molta forza anche di cavalleria. Anche ad Albano, Genzano ecc. sono stati richiamati tutti i carabinieri disponibili; il che ha prodotto un certo allarme”. Sono i primi episodi che segnalano l’arrivo dei moti del 1848 anche nello Stato Pontificio.


[ Mercoledì, 2 maggio 1849 ]

Olio a prezzi ragionevoli

Con un bando, la Commissione d’Approvvigionamento esorta i fornitori di olio alla vendita agli spacci e negozi a prezzi ragionevoli, senza esagerare nel lucro approfittando dell’assedio francese.


[ Sabato, 1 settembre 1849 ]

Rimostranze anti-francesi

Secondo le cronache, si verifica in serata un episodio a causa del quale lo spettacolo viene interrotto, causando la chiusura del Teatro Argentina: durante l’esibizione, la primadonna si rifiuta di accettare e raccogliere un bouquet che alcuni ufficiali francesi le hanno lanciato sul palco. Ne conseguono fischi e litigi tali da interrompere la rappresentazione.


[ Martedì, 2 ottobre 1849 ]

Orfanelle ribelli a Santo Spirito

Agostino Chigi racconta della ribellione delle piccole abbandonate alle vessazioni di alcune istitutrice: “Da ier l’altro il Conservatorio delle proiette [orfanelle] di S. Spirito è in piena insurrezione, il di cui motivo si è il non voler più essere sotto la direzione di alcune maestre che da qualche anno furono fatte venire da Modena”. Le animose orfane non si mostrarono intenzionate a darsi per vinte tanto che, come racconta lo stesso diarista, nei giorni seguenti “vi furono introdotti 50 uomini di truppa francese con armi, e 200 senza armi, e questi dopo essersi assicurati di quelle femmine tumultuanti, le divisero in vari locali separati, ove resteranno sequestrate”.


[ Giovedì, 12 settembre 1850 ]

Varie (091201)

Con un motu proprio papa Pio IX istituisce il Consiglio di Stato, una Consulta per le finanze e decreta un’amnistia.

Dopo la caduta della Repubblica Romana compare un’iscrizione sulla statua di Pasquino che farebbero pensare ad una difesa nei confronti del potere dei papi: “Morte a – Mazzini / La Repubblica è – Il più infame Governo / Abbasso – Il Comitato del Popolo / Pio IX – Viva lungamente / Il più dolce Governo – È quello dei preti / Il Potere temporale del Papa – Regni eternamente”. Leggendo i versi in orizzontale però il senso cambia completamente diventando “Morte a – Pio IX / Mazzini – Viva lungamente / La Repubblica è – Il più dolce Governo / Il più infame Governo – È quello dei preti / Abbasso – Il Potere temporale del Papa / Il Comitato del Popolo – Regni eternamente”.


[ Domenica, 11 maggio 1851 ]

Attentati al tabagismo

Si verificano da qualche tempo spiacevoli episodi da parte di sconosciuti che disturbano e minacciano quanti fumano per le strade della città. Ma la cosa non ha alcun intento salutista: l’iniziativa è messa in atto dai patrioti romani, allo scopo di portare nocumento al Monopolio del tabacco, detenuto dal Governo Pontificio.


[ Lunedì, 2 giugno 1851 ]

Commissione per i busti degli eroi italiani

Una commissione istituita da papa Pio IX è incaricata della collocazione dei busti realizzati durante la Repubblica Romana, stipati in Campidoglio. Le sedi prescelte saranno il Pincio e la Casina Valadier.


[ Martedì, 12 agosto 1851 ]

Infezione dell’uva

Le cronache raccontano che i paesi specializzati nella produzione vinicola della provincia di Roma sono colpiti dal flagello dell’infezione dell’uva, ovvero i funghi della malattia dell’Oidio che causano l’appassimento delle piante.


[ Giovedì, 17 novembre 1853 ]

L’illuminazione a gas di via del Corso

Il cronista Agostino Chigi racconta che “Si lavora indefessamente a collocare sotto terra i condotti del gaz, che fra poco dovrà illuminare la città e per il Corso si vanno piantando i candelabri di ferro fuso, che devono sostenere i lampioni della nuova illuminazione”. Saranno alimentati dalla prima officina del gas sita in via dei Cerchi. Tutti i lavori sono affidati alla Società Anglo-Romana diretta da James Shepherd.


[ Sabato, 22 luglio 1854 ]

Ingiusta esecuzione

Presso la Bocca della Verità ai Cerchi viene giustiziato tramite decapitazione Santo Costantini, ritenuto colpevole dell’omicidio di Pellegrino Rossi insieme a un certo Grandoni (suicidatosi in carcere) e a Luigi Brunetti, l’unico vero colpevole (già fucilato dagli austriaci). Costantini verrà deprecato come impenitente… ma ingiustamente, dal momento che successive rivelazioni dimostreranno la sua totale innocenza.


[ Martedì, 8 maggio 1855 ]

Fonte dell’Acqua Santa

Un documento conservato nell’Archivio Storico Capitolino tesse le lodi della fonte dell’Acqua Santa: bagni a pioggia, a doccia e a vapore e un laghetto artificiale alimentato dalle acque termali, ritenute particolarmente idonee per curare le malattie cutanee.


[ Lunedì, 7 luglio 1856 ]

Ferrovia Roma – Frascati

Papa Pio IX in persona inaugura la prima ferrovia dello Stato Pontificio, che collega Roma a Frascati partendo da Porta Maggiore. Realizzata dall’Impresa York & Co., per la notevole distanza della stazione di partenza dall’abitato della città di allora, la Società Generale delle Strade Ferrate Romane attiva la linea piazza Montecitorio – Porta Maggiore. Inoltre la tratta della durata di circa 30 minuti si ferma in una stazione poco distante da Frascati, per cui viene organizzato un servizio di carrozze. È per questo che spunta l’ennesima pasquinata: “Perchè vi meravigliate? Fare le cose a metà è sempre stato il metodo di Pio IX, il quale prima benedisse l’Italia e poi la mandò a farsi benedire”. L’inaugurazione è comunque festeggiatissima.


[ Domenica, 13 luglio 1856 ]

Furbe pericolanti

Secondo una nota dei fratelli scrittori Edmond e Jules de Goncourt “a Roma esiste un’associazione protettrice che a Parigi non c’è: la Società per le donne in pericolo, ossia delle pericolanti. Una donna è minacciata nella sua virtù? Va a trovare un componente di questa pudibonda associazione e gli dice: ‘Non ho da mangiare… un signore mi offre due scudi per venire a letto con me. Sarò costretta ad accettare. Ma se mi regalate tre scudi, non ci andrò’. Il membro dell’associazione le chiede una prova. La donna porta una lettera, un biglietto. Ma, ricevuti in regalo i tre scudi, la donna va quasi sempre a prendersi gli altri due”.


[ Giovedì, 30 luglio 1857 ]

Genesi del codice della strada

Monsignor Antonio Matteucci, direttore generale della Polizia Pontificia, emana il “Regolamento sulle Vetture ed altri Mezzi di Trasporto”, un piccolo “Codice della strada” nel quale vengono indicate anche le sanzioni civili e penali per i contravventori. Vi si stabilisce che “chiunque voglia tenere ed esercitare in Roma negozio di vetture da rimessa, da piazza, o da viaggio… che ne abbia la patente dall’Eccell.mo Municipio di Roma, dovrà pure domandarne ed ottenerne la licenza dalla Direzione Generale di Polizia”.


[ Martedì, 8 settembre 1857 ]

Pio IX e la fama di “iettatore”

In piazza Mignanelli, di fronte all’ambasciata di Spagna, papa Pio IX inaugura la colonna e la statua dell’Immacolata, opera dello scultore Giuseppe Obici. I lavori per l’impresa, secondo i romani, sono andati a buon fine soprattutto grazie all’assenza dal cantiere dello stesso pontefice che era stato tenuto lontano il più a lungo possibile, godendo della poco edificante e rassicurante fama di “iettatore”!


[ Mercoledì, 23 giugno 1858 ]

Ebreo ormai cristiano

Per ordine della Santa Inquisizione, approvato da papa Pio IX, a Bologna la Polizia dello Stato Pontificio preleva di forza all’ebreo Salomone Momolo Mortara e a sua moglie Marianna Padovani il loro sesto figlio (di otto) Edgardo, di sei anni, per essere allevato dalla Chiesa. Il motivo è che Anna Morisi, di 14 anni, cameriera cattolica della famiglia Mortara, aveva battezzato il piccolo durante una sua malattia temendo che in caso di morte sarebbe finito nel limbo: per la Chiesa il battesimo lo rende cristiano e secondo lo Stato Pontificio una famiglia ebraica non può allevare un cristiano. Avviato al sacerdozio, diventerà canonico lateranense con il nome di Pio.


[ Sabato, 7 luglio 1860 ]

Predica per gli ebrei

Gli ebrei hanno l’obbligo di ascoltare ogni sabato un sermone da essi stessi pagato, il cui scopo sarebbe la loro conversione. Dal momento che la comunità semitica dovrebbe sborsare uno scudo per ogni ebreo assente, puntualmente tutti si presentano regolarmente. Oggi trapela l’indiscrezione secondo la quale papa Pio IX avrebbe intenzione di far decadere tale obbligo: la convinzione comune che si diffonde in città è che quando la predica diventerà facoltativa non interverrà più nessun ebreo.


[ Domenica, 5 maggio 1861 ]

Coccarde tricolori

Numerose coccarde tricolori vengono trovate attaccate a muri ed obelischi: in particolare a Trinità dei Monti, piazza Navona e sulle facciate delle chiese di Sant’Apollinare e di Sant’Eustachio. Ingegnosamente attaccate a della creta, le coccarde erano state lanciate in posizioni piuttosto alte, rendendone difficoltosa la rimozione.


[ Venerdì, 29 agosto 1862 ]

“Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…”

Con l’ausilio di 1.300 volontari, Garibaldi ha la peggio in uno scontro sull’Aspromonte con l’esercito italiano al comando del colonnello Emilio Pallavicini: muoiono cinque garibaldini e sette bersaglieri, ma alcuni soldati italiani che si erano uniti ai volontari saranno fucilati. Garibaldi è colpito ad una gamba e preso prigioniero dal generale Enrico Cialdini: si tratta della ferita che sarà ricordata in una celebre ballata popolare al ritmo della marcia dei bersaglieri.


[ Martedì, 19 maggio 1863 ]

Vandalismo di protesta

Aumento dei prezzi degli alimenti: in seguito all’aumento anche del pane di un baiocco, rispetto ai soliti otto o 10, si verifica una rimostranza popolare nella quale la statua della fontana, che si trova di fronte alla chiesa di Sant’Agnese a piazza Navona, viene danneggiata troncandole il pollice, cosicché la mano segnasse il numero quattro, corrispondente all’aumento del prezzo della carne.


[ Lunedì, 25 luglio 1864 ]

Piccolo ebreo rapito e “convertito”

Misteriosa vicenda su Giuseppe Coen: il bambino ebreo viene rapito e finisce per essere battezzato ed inviato in un convento. Una voce popolare vorrebbe che papa Pio IX avrebbe offerto al padre 25.000 franchi per il fanciullo, cifra che il padre avrebbe rifiutato.


[ Lunedì, 8 agosto 1864 ]

Statua di Ercole

In piazza del Biscione, durante gli scavi per la ricostruzione del palazzo Righetti, viene trovata una statua di Ercole in bronzo dorato, probabilmente rimasta sepolta a suo tempo perché colpita da un fulmine. Oggi la statua si trova all’interno dei musei Vaticani.


[ Domenica, 30 luglio 1865 ]

Consumo di carne a Roma

Con il titolo “Il ventre di Roma”, il “Giornale di Roma” pubblica oggi la notizia sul consumo di carne in città. Al mattatoio di Campo Boario si registra il “Bestiame consumato la corrente settimana: Bovi e vacche 325. Bufale 6. Castrati 1”.


[ Mercoledì, 23 maggio 1866 ]

Miracolosa grazia

Grandissimo scalpore in occasione dell’esecuzione tramite ghigliottina a Bracciano di un condannato per omicidio e rapina, Antonio “Sestino”, di 23 anni. La lama rilasciata dal boia si blocca inspiegabilmente poco prima di raggiungere il capo del giovane. A furor di popolo per il miracolo gli viene riconosciuta la grazia.


[ Giovedì, 8 agosto 1867 ]

Nuvola colerosa

Secondo un racconto del comandante supremo delle Forze Pontificie Hermann Kanzler, “Prima del tramontare del sole di quel giorno fu osservato un nuvolone torbido, che dalla parte del mare era spinto a poca distanza dalla terra verso la città. Persone che si trovavano a qualche miglio da Albano, e che videro passare sul loro capo quella tetra nuvola, affermano che emanava puzzo come d’insetti putridi. Fatto è che questo globo vaporoso venne a scaricarsi e dissolversi sopra Albano, e che immediatamente ottantasei persone almeno furono colte dal terribile morbo asiatico”. All’epoca, con l’espressione “morbo asiatico”, si intendeva il colera.


[ Venerdì, 18 giugno 1869 ]

Morte di Mastro Titta

Mastro Titta

Muore Giovanni Battista Bugatti, “er Boja de Roma” meglio noto come Mastro Titta, esecutore delle condanne a morte dello Stato Pontificio dal 1796 al 1864. Nel suo nefasto taccuino terrà scrupolosamente nota di ben 516 esecuzioni.


[ Lunedì, 18 luglio 1870 ]

Infallibilità pontificia

Approvato da 535 vescovi contro due soli voti contrari, il dogma dell’infallibilità pontificia in materia di fede viene proclamato da papa Pio IX nel corso del Concilio Vaticano I. Chissà se come segno divino a favore o contrario, pochi minuti dopo si scatena su Roma una violenta tempesta, con la caduta di tre fulmini dalla potenza mai vista!


[ Domenica, 2 ottobre 1870 ]

Plebiscito per il Regno d’Italia

A Roma e provincia ha luogo il plebiscito (la cui etimologia è “interrogazione alla classe sociale dei plebei”) per l’annessione al Regno d’Italia. La domanda riportata sulle schede è: “Desideriamo essere uniti al Regno d’Italia, sotto la monarchia costituzionale del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori?”. La vittoria del “SI” a Roma è schiacciante: 40.785 voti a favore a fronte di soli 46 contrari. Nella provincia i “SI” sono 77.520 contro 857 “NO”. Malgrado saranno descritte dai giornali come un raro esempio di regolarità e di civismo, le elezioni saranno denigrate e messe in dubbio nella loro legalità, soprattutto dagli osservatori papalini: denunceranno che le votazioni si svolsero all’insegna della parola d’ordine: “Votate presto e votate spesso”, alludendo al fatto che, grazie a controlli volutamente inefficaci, ci furono elettori in grado di apporre il proprio voto non una ma più volte, arrivando agli eccessi dello scultore De Beauffort, peraltro belga e non italiano, al quale furono attribuite ben 22 operazioni di voto, ognuna in un seggio diverso.


[ Martedì, 18 ottobre 1870 ]

Il nuovo Caffè del Veneziano

Ampliando il locale anche con la ristorazione ed una pasticceria, i fratelli svizzeri Ronzi e Singer prendono in gestione il nuovo Caffè del Veneziano di piazza Colonna, storica attività a Roma.


[ Sabato, 5 agosto 1871 ]

Enciclica Saepe Venerabiles

Con l’enciclica Saepe Venerabiles, emanata in occasione della ricorrenza della fondazione della basilica di Santa Maria Maggiore, papa Pio IX ringrazia i vescovi di tutto il mondo per l’affetto tributatogli in occasione del suo XXV anno di Pontificato.


[ Venerdì, 19 maggio 1876 ]

Muraglioni sul Tevere

I lavori per la costruzione dei muraglioni per contenere gli argini del Tevere e che termineranno nel 1900, vengono autorizzati dal Consiglio Comunale.


[ Martedì, 17 ottobre 1876 ]

Mosè, con “faccia da camorrista”

Lo scrittore napoletano Vittorio Imbriani scrive una curiosa critica sul “Mosè” di Michelangelo: “Io […] la maestà, quella proprio ne ce la veggo, non ce la so vedere e quanto più il guardo, lo squadro ed il contemplo meno ce ne so scorgere vestigio!… La faccia del Mosè è brutale; è faccia da camorrista; altri la chiama faccia di macellaio. La fronte è stretta, più stretta delle mascelle; l’ignobile prognatismo degrada il volto del Mosè e ne fa un ceffo animalesco. La barba è un capriccio puerile: non sono peli da mento virile, anzi trecce femminili attaccate ad un mento maschile… Il collo è un collo di bue. La mano destra cosa faccia nella barba non si sa ed è compressa sul ventre come per colica. Con tutto questo la statua è viva. Ma non è ned un legislatore ned un profeta. C’è del capolavoro e della caricatura. La mente di Michelangelo vi si specchia”.


[ Domenica, 13 ottobre 1878 ]

La salma di Pio IX

Nella notte, il trasporto della salma di papa Pio IX da San Pietro alla basilica di San Lorenzo Fuori le Mura è motivo di gravi scontri tra papalini, decisi a supportare il nuovo pontefice Leone XIII, ed anticlericali i quali, al grido di “A fiume il papa! Morte ai Preti!”, sono decisi a gettare il corpo nel Tevere. Grazie all’abile stratagemma di un ufficiale di Polizia, i dimostranti vengono dirottati verso porta Maggiore, mentre la salma viene trasportata incolume nella basilica, dove i muratori necrofori riescono frettolosamente a portare a termine il loro lavoro di sepoltura.


[ Giovedì, 3 maggio 1883 ]

Carosello a piazza di Siena

Nell’ambito dei festeggiamenti per il matrimonio tra il duca Tommaso di Savoia e la principessa Isabella Luisa di Baviera, i Carabinieri a cavallo si esibiscono nel Carosello storico a piazza di Siena.


[ Lunedì, 13 giugno 1887 ]

Roma Carrettopoli

In una seduta comunale, un consigliere fa notare che la circolazione a Roma a tutte le ore dei carri, contrariamente a quanto viene normato in altre città, le varrebbe il cambio di nome in Carrettopoli.


[ Lunedì, 27 giugno 1887 ]

Speculazione edilizia selvaggia

In una Roma in preda ad una incontrollabile febbre edilizia, vengono biasimati i costruttori per la dolosa fretta con cui le nuove case vengono edificate. In un articolo del giornale romano “Il Cracas” si denuncia che le abitazioni “hanno bisogno di 10 anni almeno per venir ad asciugarsi completamente, indicando i danni gravissimo che ne vengono alla sanità. L’ingordigia di alcuni proprietari n’è causa soltanto, che non gli sgomenta di speculare sull’altrui miseria ed ignoranza. Ma quale coscienza hanno cotesti vampi del sangue umano?”


[ Lunedì, 5 settembre 1887 ]

Passeggiata del Pincio

Il giornale romano “Il Cracas” riporta l’insuccesso dell’illuminazione artificiale serale al Pincio: “Gli usi nuovi non riescono a farsi accettare dalla gente abituata ai vecchi. La passeggiata del Pincio di notte è deserta, e ci si sciupa il gas”.


[ Sabato, 24 settembre 1887 ]

La pulizia delle strade

Il giornale romano “Il Cracas” riporta la notizia che, sebbene la nettezza delle strade spetti a chi vi abita secondo il principio “Salus publica suprema lex” (“Il benessere dello Stato è una legge suprema”) in vigore, il Municipio provvede a sue spese alla pulizia di “via del Macao, al Castro Pretorio, in via Calatafimi, dove i passanti rischiano di rompersi il collo, e di restar seppelliti dalla mota [fango e rifiuti]”.


[ Lunedì, 24 ottobre 1887 ]

Sciopero & donazione filantropica

Due interessanti notizie riportate dal giornale “Il Cracas”. La prima: “I vetturini, nel passaggio dei pellegrini, scioperarono, perché si era organizzato per i medesimi un servizio speciale di omnibus a loro danno”. La seconda è che “Carlo Santoponte di Torre del Greco ha donato al nostro Museo zoologico 30 scelti esemplari di coralli diversi, madrepore, carofille e oculine provenienti dalle Indie e dal Mediterraneo”.


[ Martedì, 12 giugno 1888 ]

Annientare le cavallette

Una apposita Commissione ordina nel territorio di Roma ai proprietari di campi la distruzione col fuoco delle larve di Caloptenus italicus (le cavallette di prato), con gravi pene per gli inadempienti.


[ Lunedì, 9 luglio 1888 ]

Feluca goliardica

In un corteo a via Nazionale e via del Corso con torce e fuochi di bengala, gli studenti universitari romani ripristinano la tradizione dell’uso del berretto (o feluca) goliardico, cappello simile a quello portato da Robin Hood: azzurro per la facoltà di Legge, verde per Scienze, rosa per Lettere, rosso per Medicina e Chirurgia.


[ Sabato, 21 luglio 1888 ]

Pregiudizi nordici sul clima di Roma

In occasione della discussione di un Disegno di Legge per la riforma dei Comuni e delle Provincie, voluta ostinatamente da Crispi, il giornale romano “Il Cracas” commenta: “Giova sperare che dopo questa prova solenne, scompariranno molti pregiudici [pregiudizi] intorno al clima di Roma, e ai pericoli che in questa città si temevano durante la stagione estiva. Si può stare a Roma anche di luglio, come si stava a Torino e a Firenze quand’erano capitali del Regno”.


[ Domenica, 29 luglio 1888 ]

Devastante ciclone su Roma

Il quotidiano “Il Cracas” riporta che alle 3:00 del mattino “si scatenò da Sud sopra Roma un furioso ciclone; abbatè e schinatò comignoli, ponti di fabbriche in costruzione, baracche, steccati, tettoje, muri di cinta al monastero e al ricovero dei ciechi in S. Cosimato; divelse alberi dai viali dell’Esquilino, al Macao, all’Orto Botanico (ove le povere donne corsero la mattina a far legna), 6 vecchi pini e 200 vasi al Giardino Barberini, l’olmo secolare presso la Croce dei Cappuccini; il grande pittoresco pino de’ Prati di Castello giacque a terra”.


[ Giovedì, 11 ottobre 1888 ]

Guglielmo II a Roma

Fino al 16 ottobre. A Roma arriva in visita ufficiale Guglielmo II. Il giornale “Il Cracas” riporta “Alle 4,10 pom. di giovedì 11 ottobre entrava in Roma Guglielmo II Imperatore di Germania, primo fra tutti i sovrani dal 1870 ad oggi, venuto a salutare il nostro Re in Roma Capitale d’Italia”; è infatti la prima volta che una personalità di tale importanza visita Roma da quando è diventata Capitale del Regno. Alloggerà al Quirinale e dalle sue finestre potrà ammirare un elegante parchetto, appositamente e frettolosamente allestito sulle rovine delle chiese e dei conventi di Santa Maria Maddalena e di Santa Chiara, gli attuali e rinomati giardini del Quirinale. Ma che in quei giorni saranno ribattezzati dalla solita ironia dei romani “quel giardinetto del Kaiser”.


[ Sabato, 18 maggio 1889 ]

Varie (051801)

Il giornale “Il Cracas” riporta la notizia seconda la quale un abitante di Genzano, Giuseppe Maggiorani, è stato arrestato con l’accusa di aver rinchiuso per 18 anni, tenendola seminuda in una stanza sudicia a pane ed acqua, una donna di 60 anni per la quale percepiva una retta mensile di 100 lire da parte del conte Laurenti di Camporeale.

Rinvenimento di un sarcofago di marmo con inciso il nome Crepereia Tryphaena durante gli scavi in atto per la realizzazione del quartiere Prati. I reperti trovati accanto allo scheletro, tra cui una bambola in legno, suffragano l’ipotesi che il corpo fosse di una fanciulla.


[ Lunedì, 1 luglio 1889 ]

Chiesa-ospedale di Santa Galla

Il giornale “Il Cracas” riporta la notizia che “L’Ospedale di S. Spirito aprirà una succursale pe’ cronici nei locali dell’ospizio di S. Galla presso la Bocca della Verità”. Nella cultura popolare da secoli i romani alludevano a qualcuno vecchio e ormai inutile come buono per “per Santa Galla”, struttura che sarà demolita nel 1930.


[ Sabato, 14 giugno 1890 ]

Volo del pallone Roma

Tutta la città assiste all’evento: dalla caserma Macao spicca il volo il pallone aerostatico Roma dell’aeronauta francese Luigi Godard. Raggiunta quasi quota 1.000 metri, il pilota taglia la cesta, con la quale discende a terra tramite un paracadute, mentre il solo pallone continuerà l’ascesa raggiungendo l’altezza di 2.947 metri. Incidente fortunatamente senza conseguenze alla partenza: l’ingegnere Thouvenot viene trasportato a 15 metri d’altezza, essendo rimasto impigliato alle corde; ma Godard fa abbassare il pallone e, a 2 metri dal suolo, l’ingegnere balza a terra.


[ Giovedì, 18 settembre 1890 ]

Tensioni tra nazionalisti e cattolici

Sono ancora notevoli le tensioni in città tra nazionalisti e cattolici. Il giornale romano “Il Cracas” riporta la seguente cronaca: “Nel trasporto funebre da S. Bartolomeo del giovane diciottenne Guglielmi Orazio, annegatosi miseramente per salvare il fratello Oreste mentre si bagnava nel Tevere presso Acqua Acetosa, sorse un vivace litigio fra i parenti dell’estinto, e gli amici, che volevano ad ogni costo fosse tolta la croce dal carro mortuario, opponendosi i parenti. Al ponte Quattro Capi il baccano era al colmo; il corteo dovè fermarsi; quando ad un tratto un ‘valoroso’ salì sul carro, tolse la croce e la buttò nel fiume; fu raccolta sulla sabbia del ramo disseccato dell’isola Tiberina da una guardia di città”.


[ Giovedì, 23 aprile 1891 ]

Esplosione della polveriera di Monteverde

La polveriera di Vigna Pia a Monteverde esplode, provocando il panico in tutta la città per la portata del boato, tanto che le vetrate della basilica di San Paolo Fuori le Mura vanno in frantumi. Si conteranno quattro morti e circa 240 feriti.


[ Venerdì, 1 maggio 1891 ]

Prima Festa dei Lavoratori

In piazza Santa Croce in Gerusalemme, prima Festa dei Lavoratori. La Polizia cerca di disperdere la manifestazione ma si verificano scontri, con spari delle forze dell’ordine sui dimostranti.


[ Venerdì, 15 maggio 1891 ]

Enciclica Rerum novarum

Allo scopo di sottrarre adepti alla crescente ideologia socialista, viene pubblicata da papa Leone XIII l’enciclica Rerum novarum, nella quale si invitano gli uomini di Governo a fornire un aiuto concreto ai poveri e a favorire la collaborazione tra padroni ed operai. Ma sarà una iniziativa tardiva.


[ Sabato, 30 maggio 1891 ]

Tempio per il culto episcopale

Allo scopo di avviare la costruzione di un tempio, il responsabile del culto episcopale in Italia, il reverendo William Burt, acquista 1.400 mq di terreni lungo la via Pia.


[ Sabato, 9 luglio 1892 ]

Varie (070901)

Inaugurazione a Tivoli della centrale elettrica alimentata dalla cascata dell’Aniene: percorrendo 25 Km, fornirà l’energia per l’illuminazione della Capitale.

Alla presenza delle autorità cittadine, il ponte metallico girevole sul Tevere alla Magliana viene inaugurato: tecnicamente all’avanguardia, è sufficiente un solo uomo per controllarne il movimento al fine di consentire il passaggio di un bastimento sul fiume.


[ Mercoledì, 3 agosto 1892 ]

Guide turistiche di Roma

Il Municipio regola l’attività delle guide turistiche della città di Roma: obbligatorio ricevere l’attestato dell’Ufficio di Archeologia del Campidoglio mentre la loro tariffa viene fissata in tre lire per la prima ora e in due lire frazionali e proporzionali per ogni ora successiva.


[ Giovedì, 20 ottobre 1892 ]

Controversa Esposizione Nazionale

Il Governo ha scelto la Capitale come sede di una grandiosa esposizione, ma il sindaco Caetani, sostenuto dai giornali e da gran parte dell’opinione pubblica, è particolarmente critico visto che Roma è “risanata e convalescente grazie alla cura saggia e paterna” dello stesso sindaco e che non debba quindi essere svilita da una mostra che ritiene da “espositrice di stracci”, in una città che è stata sempre “espositrice permanente e indefettibile di meraviglie artistiche in marmo e in bronzo che stupiscono il mondo”. Il giornale “Il Cracas” riporta che per tutta risposta “Una meschina e indecente manifestazione di 200 ignoti, con torcie a vento, bengala e mandolini (!!!), precedè con gran prosopopea l’arrivo di Crispi alla seduta conciliare; una fantasmagoria da operetta seguita in Consiglio da scenette mimiche e coreografiche per forzare la mano al sindaco Caetani, acciò impegnasse il Municipio romano in un concorso morale e pecuniario, in favore della Esposizione Nazionale in Roma nel 1895”.


[ Venerdì, 4 ottobre 1895 ]

Prima automobile a Roma

Per la prima volta circola per le strade di Roma un’automobile. Denominato “veicolo semovente”, si tratta di una vettura prodotta dall’azienda tedesca BENZ ed è un triciclo dalle gomme piene che raggiunge la velocità massima di 15 chilometri orari.


[ Sabato, 24 ottobre 1896 ]

Matrimonio regale

Roma è in festa: nella chiesa di Santa Maria degli Angeli si celebra il matrimonio tra il principe ereditario Vittorio Emanuele III e la principessa Elena di Montenegro. Un tappeto rosso collega la stazione Termini alla chiesa per impedire che la principessa tocchi il suolo italiano prima di diventare moglie del futuro sovrano. I romani applaudono con autentico entusiasmo la bellezza della sposa e l’esotica varietà del suo seguito.


[ Venerdì, 30 luglio 1897 ]

Il terreno per il nuovo Tempio

Il Consiglio Comunale approva il compromesso con il quale l’Univeristà Israelitica acquista l’area di lungotevere Cenci destinata alla costruzione del nuovo Tempio.


[ Mercoledì, 19 luglio 1899 ]

Terremoto

Dopo quelli del 1806 e del 1438, si verifica il terzo più violento sisma prodotto dal vulcano dei Colli Albani. Rilevanti danni anche a Roma nella zona di San Lorenzo fuori le mura, alla chiesa del Gesù, a San Giovanni in Laterano, a palazzo Chigi, a palazzo Sciarra, alle Mura Aureliane e al Colosseo.


[ Martedì, 4 settembre 1900 ]

L’Italia condanna le armi chimiche

Il Governo italiano aderisce a Roma ai principi della Conferenza dell’Aja sulle armi chimiche: si proibisce “l’uso di proiettili che diffondano gas asfissianti o dannosi”.


[ Domenica, 6 luglio 1902 ]

Morte di Maria Goretti

In seguito ad un tentativo di stupro Maria Teresa Goretti, di 12 anni, viene uccisa a Nettuno da Alessandro Serenelli. L’uomo sarà condannato a 30 anni di reclusione, mentre la piccola sarà venerata come santa canonizzata dalla Chiesa Cattolica.


[ Lunedì, 20 ottobre 1902 ]

Traforo Umberto I

Si svolge l’inaugurazione del traforo Umberto I che collega via Nazionale a via del Tritone. Tra la folla in festa in un tripudio di bandiere tricolori tre tram percorrono la galleria, al cui interno, oltre al sindaco Prospero Colonna, sono presenti per l’occasione il prefetto, il questore, il consiglio di amministrazione della Società Romana dei Tram ed Omnibus, vari politici, rappresentanti del Genio Civile e Militare e diversi giornalisti. Il giorno dopo la linea che va da San Pietro a via Due Macelli viene permanentemente prolungata fino a via Nazionale e le otto vetture in servizio vengono letteralmente prese d’assalto dai romani.


[ Lunedì, 27 luglio 1903 ]

Recupero dell’Ara Pacis

Grazie al sostegno del proprietario, il commerciante Edoardo Almagià, sotto palazzo Peretti hanno inizio i lavori di scavo in via in Lucina per recuperare e riportare alla luce l’Ara Pacis.


[ Sabato, 1 agosto 1903 ]

Cannone di mezzogiorno

Il cannone che segnala le ore 12:00 viene spostato da Castel Sant’Angelo a Monte Mario. Il suo scopo è quello di “ovviare al disordine che può non di rado arrecare il diverso andamento di tanti orologi in questa Capitale”, coordinando le campane delle chiese di Roma.


[ Domenica, 3 luglio 1904 ]

Caldo record

Le cronache raccontano che in giornata viene registrata una calura record: sull’osservatorio del Collegio Romano, che si trova a 48 metri sul livello del mare, il termometro segna 40,1° C: è presumibile quindi che in città la temperatura possa arrivare intorno ai 45° C.


[ Venerdì, 16 settembre 1904 ]

Primo storico sciopero nazionale in Italia

Proclamato dalla Camera del Lavoro di Milano e riscuotendo l’adesione dei lavoratori delle principali città del nord e del centro Italia, per la prima volta in Italia e a Roma si svolge uno sciopero generale nazionale.


[ Lunedì, 25 giugno 1906 ]

Impianto elettrico municipale

La costruzione e l’esercizio di un impianto elettrico municipale viene deliberato dal Consiglio Comunale di Roma: dovrà provvedere all’illuminazione pubblica, a quella dei locali municipali e alla fornitura per la vendita ai privati.


[ Giovedì, 2 maggio 1907 ]

Il Caffè Faraglia si trasferisce

Da palazzo Montecani lo storico Caffè Faraglia si trasferisce nel nuovo palazzo delle Assicurazioni Generali tra piazza Venezia e via Nazionale.


[ Mercoledì, 3 luglio 1907 ]

Decreto Lamentabili sane exitu

Papa Pio X pubblica il decreto pontificio Lamentabili sane exitu, redatto dal Sant’Uffizio e approvato dallo stesso pontefice, che condanna le proposizioni moderniste colpevoli di mettere in dubbio i dogmi cattolici.


[ Domenica, 24 maggio 1908 ]

S’arzò quanto ‘na pianta de cicoria

Alla presenza di circa 100.000 spettatori dovrebbe compiersi in piazza d’Armi il primo volo a Roma. Sono presenti anche il ministro della Guerra, il ministro della Marina, il sindaco di Roma e addirittura i sovrani. Il forte vento ritarda l’evento, ma per l’impazienza del pubblico il pilota, l’aviatore francese Leon Delagrange, si decide a tentare il volo. Ma l’aereo precipiterà pochissimi secondi dopo essersi alzato da terra. L’episodio sarà citato anche dal cantastorie Sor Capanna: “Chi cor tranve chi cor legno, – pè vedè volà sto fregno… – Cò tanta boria – s’arzò quanto ‘na pianta de cicoria”.


[ Martedì, 16 luglio 1912 ]

Tram a valanga

Si registrano 18 feriti a causa del tram della linea 12 della Società Romana Tramways Omnibus (SRTO) che alle 23:00 circa acquista una velocità eccessiva dalla discesa di via Cavour e nella curva di via Salara Vecchia, finendo fuori strada e cadendo nel Foro Romano.


[ Sabato, 20 luglio 1912 ]

Genesi dell’ACEA

Presso la centrale elettrica Montemartini sulla via Ostiense si svolge la prima seduta del Consiglio di Amministrazione dell’AEM (Azienda Elettrica Municipalizzata), che nel 1945 diverrà l’ACEA (Azienda Comunale Elettricità e Acque).


[ Martedì, 15 giugno 1915 ]

La SRTO ricorre alle “fattorine”

Per sopperire alla mancanza di personale dovuta al richiamo alle armi, la Società Romana Tramways Omnibus recluta personale femminile di età tra i 18 e i 40 anni: prima per il servizio di biglietteria, ma successivamente alla guida delle stesse vetture. Saranno ricordate come le “fattorine”.


[ Lunedì, 19 giugno 1916 ]

Varie (061901)

Il Comune approva il Piano Regolatore e il Regolamento Speciale Edilizio di Ostia Nuova.

La nuova linea 31 nero e 31 rosso viene istituita dall’Azienda Tramvie Municipali (ATM): collega piazza Santa Croce in Gerusalemme con il quartiere Parioli.


[ Martedì, 22 maggio 1917 ]

De Bernardi è l’uomo più veloce al mondo

Dopo quattro ore e tre minuti, l’aereo Pomilio pilotato da Mario De Bernardi, partito da Torino alle 11:00, atterra all’aeroporto romano di Centocelle: è il primo uomo al mondo a superare la velocità di 500 chilometri orari, malgrado il cattivo tempo e i venti contrari! Il velivolo era imbarcato con due quintali di posta, che alle 16:30 sono già in distribuzione a Roma.


[ Lunedì, 22 maggio 1922 ]

La salma di Enrico Toti a Roma

Il corpo del bersagliere ciclista che ha perso la vita durante la I Guerra Mondiale, l’eroico Enrico Toti, viene traslato a Roma. Per l’occasione però le Camicie Nere causeranno incidenti e scontri di piazza, con morti e feriti.


[ Mercoledì, 5 settembre 1923 ]

Fondi per ricostruire Messina e Reggio Calabria

Per le distruzioni portate dal terribile terremoto del 28 dicembre 1908, il Governo Mussolini a Roma stanzia, per la ricostruzione di Messina e Reggio Calabria, 500.000.000 di Lire. Nell’arco di 37 secondi il sisma uccise metà della popolazione della città siciliana ed un terzo di quella della città calabrese: si trattò della più grave catastrofe naturale in Europa per numero di vittime e del peggior disastro naturale sul territorio italiano!


[ Mercoledì, 27 agosto 1924 ]

Nasce l’URI

Su iniziativa di Costanzo Ciano, unificando la SIRAC (Società Italiana Radio Audizioni Circolari), la Radiofono e la Radio Araldo, nasce l’Unione Radiofonica Italiana (URI): lo scopo dello Stato è quello di avere l’esclusiva delle diffusioni via etere. Si tratta a tutti gli effetti della genesi dell’odierna RAI (Radiotelevisione Italiana).


[ Sabato, 11 ottobre 1924 ]

Fascismo contro Massoneria (I)

Delle squadre d’azione devastano la sede dell’organizzazione massonica del Grande Oriente d’Italia a Palazzo Giustiniani: dopo aver inizialmente appoggiato il movimento fascista, l’istituzione è ora “colpevole” di avversarlo apertamente.


[ Sabato, 24 ottobre 1925 ]

Monumento ai Caduti delle Fiamme Gialle

Viene bandito un concorso per assegnare la realizzazione del monumento ai Caduti delle Fiamme Gialle della I Guerra Mondiale, da collocarsi presso la caserma di via XXI Aprile.